È stato un lungo viaggio, un viaggio di 11 anni dal primo Iron Man di Jon Favreau ad Avengers Endgame, un viaggio lungo 22 film e già questo dà l’idea dell’immensità del progetto MCU, dell’inimmaginabile lavoro di Kevin Feige, la mente dietro tutto. E ci si potrebbe fermare qui, snocciolare dati, incassi, mediavoto sui principali aggregatori e poi iniziare ad applaudire. Senza nemmeno vederlo questo Endgame, perchè questa è di fatto la fine di questi 11 anni (anche se l’ultimo film della fase sarà Spiderman Far From Home) e tenere insieme una storia di 22 film lungo 11 anni senza fare cavolate ma costruendola in maniera coerente ed efficace è davvero da applausi a scena aperta. Da intitolare vie, piazze e costruire statue a Feige. Ci si potrebbe fermare qui appunto, prima di vedere Endgame, e già applaudire, e questa è già storia del cinema perchè nessun altro film si potrebbe permettere una cosa del genere.

Ed è proprio a partire da queste cose che è costruito, assemblato e modellato Avengers Endgame in maniera quasi scientifica, e non sto parlando della trama e dei suoi snodi, quella era in qualche modo abbastanza scontata per chi aveva seguito tutte le fasi produttive, sto parlando di un film costruito, studiato e programmato a livelli inimagginabili per piacere alla più larga fetta di pubblico, per includere tutti (giustamente) e per creare in questo pubblico delle reazioni perfettamente calcolate e programmate. Avengers Endgame è il trionfo della produzione su ogni altro aspetto di un film, Avengers Endgame non è un azzardo creativo, non è una scommessa ma un investimento mirato. Non punta a sorprendere ma a dare a tutti esattamente quello che vogliono, nel momento giusto, è un bollitore di Fan service (concetto per quanto mi riguarda per nulla negativo) che calcola perfettamente quando il pubblico deve ridere, quando deve emozionarsi, quando deve stare in tensione, quando piangere, quando esaltarsi, quando esaltarsi e urlare di gioia.

Io, come anche altri della redazione di DTN, sono uno che al cinema si emoziona facilmente ho la lacrima facile quanto la paura facile, non l’ho mai nascosto, ma mercoledì sera con Avengers Endgame ero completamente apatico perché, e parlo per me ma credo che per gli altri redattori di DTN sia più o meno lo stesso, nel momento in cui il film mi “comanda” di emozionarmi, mi dice <<Ehi, guarda, abbiamo messo questa sequenza senza alcun senso logico nella trama ma cavolo fa stra ridere/piangere/esaltare/inserire emozione quindi ridi/piangi/esaltati/ecc…>> a quel punto io vado sulla difensiva e non rido, non piango, non mi esalto e mi metto a smembrare il film in tutte le sue componenti che in questo caso erano piuttosto deboli invece di lasciarle passare, come spesso faccio.

Con ciò non voglio sottindere che chi si è emozionato o si emozionerà con Avengers Endgame sia uno zombie cretino, non è assolutamente così ma semplicemente il film presuppone per funzionare un totale abbandono dello spettatore nei confronti della produzione, come quando ci si lascia cadere all’indietro fiduciosi che si verrà acchiappati, ecco io non sono per niente fiducioso, non mi sono lasciato cadere e il film non mi è arrivato se non in pochi momenti, pochi per farlo diventare un’esperienza positiva per me.

Soprattutto perché sotto questa programmazione maniacale di come rendere contento il pubblico, il film ha grossi problemi di scrittura, di gestione del ritmo e  con continui momenti comici all’interno di situazioni drammatiche senza che i due registri rimangano bilanciati ma uscendone entrambi (quello drammatico e quello comico) impoveriti specialmente perchè questi momenti sono dati in gestione ad alcuni personaggi snaturati e scritti in maniera poco generosa nei loro confronti (non dico quali personaggi per non spoilerare nulla). Che poi è stata un po’ la tendenza di quasi tutti i film Marvel da I Guardiani della Galassia in poi: il film di James Gunn aveva introdotto una componente comica sfacciata che aveva funzionato alla grande perché coerente con i personaggi e perchè estremamente bilanciata con i momenti drammatici che per opposizione ne uscivano rafforzati. Dopo GoTG la componente comica è cresciuta in modo esponenziale all’interno di tutti gli altri film ma in maniera incontrollata e a volte allucinata (vedi Ragnarok) senza essere bilanciata e rafforzata da momenti drammatici o di respiro che tenessero in equilibrio la baracca. E Thanos ci insegna che l’equilibrio è importante, e in Infinity War la gestione dei registri era tornata ad essere ben calibrata mentre in Endgame, a partire dal secondo atto come già detto si è tornati a momenti di risarola gratuita e spesso molesta che, tornando al discorso di prima, risultano fastidiosi per lo spettatore che ha deciso di non abbandonarsi con fiducia al film e compromettendo la visione, ammazzando l’epicità e rendendo inefficaci i momenti drammatici.

Avengers Endgame polarizza, chiede tanta fiducia, come già detto, quasi un abbandono allo spettatore per poter funzionare, se si decide di dargliela si uscirà estremamente soddisfatti, altrimenti la delusione sarà grande.

Endgame rimane comunque una grande esperienza di sala, rimane un film che nonostante tutto fa passare in un soffio una durata di 3h forse eccessiva ma che non pesa, rimangono le grandi interpretazioni di Robert Downey Jr stratosferico, di Scarlett Johansson come sempre strepitosa, di un Jeremy Renner che dopo essere rimasto in panchina in Infinity War torna e si mangia le scene.

Resta tutto il resto di cui ho parlato all’inizio, resta un’impresa titanica e riuscita a prescindere, a prescindere non solo da me o da Destroy This Nerd ma a prescindere da chiunque, perché Avengers Endgame aveva già vinto ed era un successo prima che chiunque mettesse piede in un cinema per vederlo.

It’s not my cup of tea, semplicemente, ma non compromette niente; aspetto lo stesso con fiducia Spiderman Far From Home e sono curioso di vedere la direzione che prenderà tutto l’MCU e non compromette il fatto che appena Disney+ arriverà in Italia mi farò una bella maratona da Iron Man in sù di tutti i film.

Andate a vedere Avengers Endgame, ci siete già stati, ci tornerete, avete già i biglietti, merita se non altro per l’importanza storica che ha, per la varietà clamorosa di pubblici che ha riunito e sarà bello discuterne a lungo.

Giovanni Montanari

Mi piace: scrivere, guardare, ascoltare, camminare. Non mi piace: parlare, prendere il tram, le persone. Guardo film tutto il giorno.
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