Tra l’infinità di serie targate Netflix vi voglio consigliare una serie uscita pochi giorni fa chiamata GLOW.

Gorgeous Lady of Wrestling (GLOW) racconta la preparazione di uno show televisivo incentrato sul wrestling femminile nel 1985. Detto così potrebbe sembrare una cazzata assurda dedicata ad un pubblico di nicchia ma non vi fate fregare dalle apparenze perché si tratta di un vero e proprio viaggio interiore e di crescita. Ho detto infatti preparazione dello show e non Show vero e proprio perché la serie segue tutto lo sviluppo di questa strana idea televisiva…la promozione fatta da Netflix in questo caso è stata fuorviante perché se pensate di vedere donne che combattono di continuo, come anche io inizialmente avevo pensato guardando i trailer, vi sbagliate di grosso.

La serie ha una fortissima base comedy e si ride parecchio ma non la definirei una commedia nel senso classico perché ci sono anche momenti drammatici e di riflessione. Per certi versi ricorda molto Orange The New Black, non per niente i produttori sono gli stessi, c’è una grande attenzione nella caratterizzazione dei personaggi e nel loro sviluppo durante tutta la serie sia dal punto di visto personale che interpersonale.

Il wrestling come metafora, come già visto con toni molto più cupi in The Wrestler, combattendo sul ring con un avversario ma allo stesso tempo contro se stessi perché tutti, ma proprio tutti, i personaggi che vediamo in Glow sono dei losers che faticano a trovare un loro spazio nel mondo a partire dalla protagonista Ruth che sogna di fare l’attrice e colleziona figure di merda in continuazione fino allo stesso regista Sam Sylvia che naviga da anni nel mondo dei B-movies e sogna di realizzare il suo grande film scritto dieci anni prima. Ognuno troverà la sua strada, lunga o corta che sia, e i tre episodi conclusivi sono esempi di grandissima scrittura brillante e drammatica al tempo stesso…cosa davvero rara.

Metteteci poi l’atmosfera, i colori, le musiche e le centinaia di riferimenti agli anni ’80 a dare una marcia in più a tutto, la bellissima e bravissima Alison Brie come protagonista e un cast di personaggi uno più bello dell’altro ed ecco a voi la ricetta perfetta per una della serie più originali viste negli ultimi anni.

Ci sarà una seconda stagione? Non saprei…vista così sembrerebbe concepita come una serie stand alone (non vado oltre per non spoilerare) ma sta riscuotendo un ottimo successo di pubblico e critica e quindi Netflix potrebbe spingere per andare avanti…vedremo.

Fabrizio Dell'Amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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