Ready Player One è senza dubbio uno dei film più attesi dalla nostra redazione e dai nerd di tutto il mondo. Uno dei romanzi più belli degli ultimi anni che potrebbe rivelarsi un nuovo salto evolutivo nel mondo degli effetti speciali oppure un grandissimo tonfo rumoroso. Per quanto mi riguarda la paura è tantissima perché ormai Steven Spielberg non è più Steven Spielberg da anni ed ha perso lo smalto ed il tocco magico che nel secolo scorso gli permetteva di trasformare in oro tutto quello che toccava ma d’altro canto solo lui ha il potere ad Hollywood di accaparrarsi i diritti delle decine di opere che vengono citate nel romanzo di Ernerst Cline.

Il set è supersegreto ma finalmente l’utente youtube SloggerVlogger è stato in grado di fare alcune riprese sui set esterni allestiti nei sobborghi di Birmingham e ci vengono mostrati per la prima volta i protagonisti muniti del visore VR per entrare nel mondo di OASIS.

Nelle scorse settimane sono state rilasciate dichiarazioni importanti da parte del protagonista Tye Sheridan a Collider:

Il 60% del film si svolge nel mondo virtuale di OASIS, il restante 40% nel mondo reale. L’idea del film si basa sul concetto che questa dimensione virtuale sia molto più attraente della vita vera. In OASIS le persone svolgono anche normali lavori e quella diventa la loro vera vita. Per le prime sette, otto settimane abbiamo girato in motion capture. Tutto quello che accade in OASIS è in motion capture ma al momento resta tutto un mistero anche per me. Non ho idea di che aspetta avrà il mio avatar anche se mi è stato detto che non mi somiglierà.

Anche Steven Spieberg ha dato alcuni aggiornamenti in merito alla valanga di citazioni presenti nel libro e di come verrano trattate nel film:

“Direi che ce la siamo cavata bene negli anni ’80 e spero che il film riesca a restituire quell’entusiasmo. Ho deciso di tagliare gran parte dei riferimenti ai miei film presenti nel romanzo e si esclude la DeLorean e un paio di altre cose che ho voluto mantenere, ho tolto il resto. Sono felice di vedere che c’è abbastanza materiale anche senza di me che ha reso gli anni ’80 un grande momento in cui crescere”.

Dita incrociate fortissimo fortissimo ragazzi…fortissimo!!!

 

fabrizio dell'amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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