Se mi fai un’introduzione così non sarò certo io a lamentarmene. Sto parlando della scena iniziale de I Mercenari 2: favoloso tripudio di esplosioni, un’insalata di pallottole e di carne maciullata a non finire condita con la giusta dose di battute cazzone/cazzute. No. Non mi lamento, e mi ritrovo a pensare che difficilmente lo show, a seguire, potrà deludermi. E infatti non l’ha proprio fatto.

Sara’ che parlo da estimatore del primo capitolo, sarà che se l’intento e’ concepire un film d’azione che vuole riallacciarsi a certe note produzioni di una passata decade, non sto a far la punta agli aghi se oltre alle intenzioni porta con se’ anche alcuni di quei limiti narrativi.
E qual’ e’ l’intenzione? Costruire un pretesto per far muovere un eroe duro che ne ha viste troppe, che si esprime con battute ad effetto, e che falcia i nemici come un panzer che corre a 300 km all’ora.
Cinema scemo e vuoto? Mica tanto, la mia attenzione e la mia scatola della memoria devono essere state sollecitate non poco se ancora mi gaso ricordando quei film e quei personaggi, se ancora tiro fuori quelle battute che son lastre di granito gettate da un Boeing. Evidentemente quelle produzioni, pur nel loro spirito spesso effimero, possiedono un carisma ragguardevole, che ci spinge a rivederle ancora e ancora.

L’operazione dietro a I Mercenari e’ piaciona e astuta? Certo che si’, ma che vi posso dire? Preferisco vedermi un film astuto, e che celebra ciò che mi ha divertito e mi diverte, che qualcos’altro di svenuto che celebra ciò di cui non mi frega un cazzo. Gettate l’amo! Sono un carassio felice di abboccare, soprattutto se l’esca mi sembra più saporita della merda che trovo grufolando sul fondale!

Sylvester Stallone ha la splendida idea di riunire alcune delle più conosciute star del cinema d’azione? Ha intenzione di creare una sorta di team-up definitivo? Appunto, splendida idea! Perché non dovrebbe bastarmi, perche’ dovrei sfiancarmi di pippe mentali sul fatto che il film poteva essere qualcosa di più? Abbiamo un team-up in cui ogni personaggio-attore (perché qui, come non mai, personaggio filmico e interprete si sovrappongono orgogliosamente) e’ chiamato a fare il proprio dovere, facendolo generalmente bene, abbiamo un po’ di malinconia del guerriero gentilmente offerta dalla faccia paralizzata da botox, coppale e vinavil ( e vai a capire da cos’altro, il fatto e’ che ormai si tratta di un capolavoro d’arte moderna) di Stallone e da quella, non da meno, di Mickey Rourke, che ci regala un monologo mozzafiato. Abbiamo un finale da antologia. No, mi spiace, alla fine non mi lamento: abbocco felicissimo.

 Arriva poi i Mercenari 2, questa volta diretto da Simon West, un onesto mestierante, e forse anche meno. Si decide di schiacciare maggiormente l’acceleratore sull’autoironia, sulle strizzatine d’occhio al servizio degli interpreti (il Gunnar Jensen di Dolph Lundgren, nella realtà del film, era un ingegnere chimico, esattamente come l’attore; l’entrata in scena spassosa di Chuck Norris e’ essa stessa un “Chuck Norris facts”; Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis, autocompiaciuti come non mai, si divertono a imbastire alcuni siparietti da spellarsi le mani), l’azione e’ più grande e devastante e il confronto finale tra Stallone e Jean-Claude Van Damme, nel ruolo dello stronzissimo cattivo, ti fa ciondolare la lingua dal piacere.

Alla fine, anche stavolta, ognuno e’ chiamato a fare il proprio lavoro e ognuno, chi più chi meno, porta degnamente a casa la pagnotta. C’e’ pure la tosta ragazza cinese, infilata fra i bicipiti gonfi tanto per dire che un personaggio femminile non manca. Cioè, perfetto. Esca lanciata, carassio che abbocca. Molto comoda la nassa!

Poi oh, se proprio non potete fare a meno del tributo geniale al genere, dell’opera che e’ anche qualcosa di molto più, allora fiondatevi a recuperare i numeri dall’ottantadue all’ottantacinque di Rat-Man. Leo Ortolani si e’ superato (come solitamente fa), riuscendo a tirar fuori l’indescrivibile.

E si’, trovano spazio perfino il sempre più pingue Steven Seagal e l’immortale Clint Eastwood.

Se anche stavolta riuscirete a lamentarvi allora significa che avete dei seri problemi e non vi resta che raccomandarvi al Signore. La cosa buffa e che dopo aver letto l’omaggio di Ortolani lo farete senz’altro.

 httpv://youtu.be/TgEqVYcryWc

Il Borg nasce a Montevarchi (AR) nel 1983 la sua felice infanzia viene segnata da un precoce amore per il cinema e in particolare per i film horror, fantasy e fantascientifici. Alle elementari il Borg scopre i comics Marvel che, nel fanciullo, non tardarono a manifestarsi come nuove, eccezionali, forme di autismo. Diplomato alla Scuola di Comics di Firenze e illustratore freelance passa le sue giornate a guardare film di ogni genere, leggere fumetti di tutti i tipi e talvolta disegna mostri.

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  • attilio

    io un ‘idea per RAMBO ce l’avrei .ho la nettissima impressione che se me la facesse descrivere piacerebbe tanto da metterla in considerazione… l’indirizzo mio c’e’ se interessato sono pronta a tutto