La notte dei resuscitati ciechi, anche conosciuto come “Terror Beach“, è il quarto capitolo della saga dei Templari zombi iniziata nel 1971 con Le tombe dei resuscitati ciechi. L’idea del regista Amando de Ossorio, nel bene o nel male uno degli autori più conosciuti del panorama horror spagnolo, non sarebbe affatto male, ed anzi bisogna dargli atto di aver creato dei mostri cinematografici originali: gli zombi Templari, uccisi per eresia secoli fa dopo essere stati privati degli occhi e ritornati dall’aldilà per spargere terrore e sacrificare povere disgraziate. Quel che è certo è che gli aspetti positivi si fermano qua, il film è di una povertà immane, la regia di una cialtroneria indicibile, la storia per nulla appassionante e coinvolgente e gli attori talmente cani che quasi ti aspetti che da un momento all’altro ti riportino il bastone che hai appena lanciato.

La pellicola sembra partire bene, con la sequenza del primo sacrificio che fa da prologo, ma nel momento in cui iniziamo a seguire la vicenda del dottore e compagna è impossibile non farsi travolgere dalla noia e dall’impazienza che tutto abbia al più presto fine. Anche lo splatter e le scene disgustose sono ridotte al minimo (“effetti speciali” curati dallo stesso Ossorio), ma d’altra parte non è questo il film che si può permettere qualità tecniche particolari. Anzi, siamo quasi dalle parti del dilettantismo puro, un esempio su tutti sono le scene notturne: impossibili da decifrare, non si vede praticamente niente, è tutto un festival di sagome scure che si agitano su fondali scuri, ad un certo punto puoi prendere la frustrazione con le mani e divertirti ad appallottolarla come un anti-stress.

Scene spaventose? Macché, i brividi il film te li offre per altri motivi, alla fine la scena più inquietante è lo scemo del villaggio (Teddy, interpretato da Josè Antonio Calvo) che giunge ferito a casa del dottor Henry Stein (Victor Petit) con un volto così allucinato che è facile giocare all’equivoco della visitina dello zombi.

Il trucco dei Templari ritornanti invece non è così malvagio, ovvio il chiaro riferimento all’immagine della Morte, peccato che non riescono mai ad evocare una reale sensazione di inquietudine.

Due notizie per i più feticisti. Originariamente il film doveva essere girato in Galizia (terra del regista), ma per non incorrere nella censura franchista si optò per il Portogallo. In pratica il regime non voleva che venisse offerta una cattiva immagine della Spagna. Ma alla fine registrare il film come una coproduzione con il Portogallo consentì di avere meno problemi con la censura.

La notte dei resuscitati ciechi è l’episodio che chiude il ciclo zombesco di Ossorio anche se per un certo periodo ci fu l’intenzione di realizzare una nuova pellicola, chiamata “El Necronomicon de los Templaros“, che avrebbe dovuto ricollegare le origini sataniche dei Templari con il mito dei licantropi.

Scena da ricordare: l’assalto degli zombi Templari nella casa del dottor Stein, impossibili vederli come una reale minaccia, c’è da rivalutare la lentezza e la goffaggine dei morti viventi di Romero.

Battuta da ricordare: “…Non sentite anche voi, in lontananza, un suono strano?…Come tanti sospiri di sollievo che si incalzano?”

Consigliato a: all’amico che ha visto solo molti bei film di zombi e al quale gli si vuol far dispetto mettendogli a tradimento nel lettore il DVD della pellicola di Ossorio.

Supporto visionato: DVD PAL Mosaico Media

Il Borg nasce a Montevarchi (AR) nel 1983 la sua felice infanzia viene segnata da un precoce amore per il cinema e in particolare per i film horror, fantasy e fantascientifici. Alle elementari il Borg scopre i comics Marvel che, nel fanciullo, non tardarono a manifestarsi come nuove, eccezionali, forme di autismo. Diplomato alla Scuola di Comics di Firenze e illustratore freelance passa le sue giornate a guardare film di ogni genere, leggere fumetti di tutti i tipi e talvolta disegna mostri.

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