Se siete alla prima esperienza, per quanto questa recensione sia sia senza spoiler, leggetevi questa piccola guida alla prima visione di Star Wars: Gli Ultimi Jedi, chiudete e andate immediatamente al cinema.

  • Liberate la mente da qualsiasi tipo di aspettativa.
  • Pensate ad un mondo in continua evoluzione.
  • Uscite fuori dal coro e da tutto ciò che sapete sulla Forza.
  • Sappiate che è colpa di James Gunn.
  • Fatevi minimo una seconda visione!

Se invece volete continuare, sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo. Conviene che prima vi facciate una vostra opinione prima di prendere qualsiasi tipo di posizione, solamente leggendo i commenti (che siano buoni o cattivi) trovati in giro nel fantastico mondo dell’internet!

Cominciamo!

Scrivere qualcosa su Star Wars, è una delle cose più facili ma allo stesso tempo più difficili, soprattutto dopo un ottavo episodio di questo calibro. I commenti, online e nelle sale, sono stati moltissimi e se ad alcuni il film è piaciuto (tra questi ci sono pure io), a molti altri invece ha fatto letteralmente schifo, tirando fuori sempre la stessa frase: “Ma Star Wars in tutto questo, dov’è?”.
La risposta è semplice e ve la faccio con un’altra domanda.

Ma alla fine, questo Star Wars di cui tutti straparlano, per voi, che cos’è?

Beh, non è solo un film e soprattutto non è solo una saga: per tanti è parte indelebile della vita stessa, che si evolve (tenete a mente questo discorso) e che cresce con noi e dentro di noi e come una specie di parassita, a volte, è anche capace di consumarci.

Per me invece è e rimarrà per sempre, un viaggio, iniziato per mia fortuna, nel 1994 e proseguito fino ad oggi, passando per 3 trilogie, 1 spin-off e svariate serie animate. Continuerà? Sicuramente sì, ma con la doppia visione di questo ottavo capitolo (una in 3D alla sala Arcadia a Melzo e una in 2D all’UCI di Ferrara) si è creato qualcosa di nuovo e soprattutto di inaspettato. Un viaggio che improvvisamente ha cambiato direzione.

In meglio o in peggio? Non lo so, e forse non lo voglio nemmeno sapere adesso!

Partiamo dal presupposto che ogni generazione, che piaccia o no, da 40 anni a questa parte e soprattutto per i prossimi 40 anni, ha avuto e avrà la sua trilogia di Star Wars e come ogni cosa, nel ciclo degli anni, per sopravvivere si dovrà per forza evolvere.

I veri Fan Boy, qui storceranno il naso, ma lasciatemi dire che una ventata d’aria fresca ci voleva. Per carità, questa è quasi gelida, che comunque ha cambiato qualcosa, gettando davvero e non come in The Force Awakens, le basi per qualcosa di nuovo. Un nuovo modo di concepire l’equilibrio tra lato chiaro e lato oscuro ma, soprattutto, un nuovo modo di concepire la Forza.

Il vero potere di Star Wars – Gli Ultimi Jedi, è proprio questo: dare a chi non ha mai avuto nulla del genere, qualcosa in cui credere. Che poi questo credo sia diverso, di generazione in generazione, tanto meglio: c’è chi ha avuto gli Ewoks, chi Jar Jar e chi i Porgs e sicuramente ci sarà qualcuno che avrà qualcosa di peggiore o addirittura di migliore.

Pensateci bene, togliendo la parte tecnica, di cui parleremo dopo, Gli Ultimi Jedi, affronta, in maniera comunque scherzosa (a volte veramente troppa) i nostri stessi problemi, riportando il cinema a quella forma di denuncia sociale di un tempo. Qui si parla di rispetto, di ribellione, di armi e di corruzione. Ma soprattutto di umanizzazione di tutti gli aspetti della vita “Imperiale” e “Ribelle” di una galassia lontana lontana.

Non si può non dire, che però questo ottavo capitolo, sia tutto rose e fiori e rimane un dato di fatto anche dopo due visioni. Gli errori sono molti, soprattutto se si parla di montaggio. I taglia e cuci per arrivare a questa versione, sicuramente, sono stati tanti ed evidentissimi, rendendo la storia, a volte, troppo frenetica (che va bene fino ad un certo punto) e lasciando poco spazio a tutta una infinità di parentesi narrative che si aprono e si chiudono per tutto l’arco del film, senza seguire un ordine logico preciso.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, anche qui tocchiamo un tasto un po’ dolente, anche se è relegato semplicemente ad un fato di squilibrio tra conferma e crescita, trovata sia in personaggi principali che in personaggi secondari. Abbiamo background approfonditi due/tre volte in altrettante maniere e altri che dobbiamo prenderli così come sono, semplicemente perchè non ci vengono forniti dettagli.

Lo squilibrio della caratterizzazione, è riconducibile anche all’uso della battuta troppo facile. In Star Wars ci sono sempre state è vero ma, il livello in questo ottavo episodio, è salito. Ma la colpa di chi è? Non di Rian Johnson. Se proprio vogliamo trovare un capro espiatorio, allora, è di James Gunn che con Guardiani della Galassia, ha tracciato un solco parecchio profondo. Le battute, che lo vogliate o no, saranno il leitmotiv che accompagnerà tutto il cinema fantascientifico/avventuroso/d’azione, dei prossimi anni. Finirà? Sicuramente si, del resto tutto cambia, ma se dovete giudicare il film, solo su questo aspetto, state sbagliando di grosso.

In sostanza, Star Wars: Gli Ultimi Jedi è Star Wars.
Siete voi che avete paura di cambiare.

Un riconoscimento speciale, secondo me va fatto anche a John Williams e al lavoro fatto sulla colonna sonora. Se per Il Risveglio della Forza, ci ho messo un po’ di più a capirla, qui ne Gli Ultimi Jedi no: arriva veloce e precisa come un schiaffo. Tolta la rivisitazione dei temi del settimo episodio e di quelli della prima trilogia, che sono già magnifici di per se, c’è un’integrazione con gli effetti sonori di Skywalker Sound, studiata apposta per fare in modo che l’immersione nelle scene sia totale, con qualche sorpresa anche sulla soggettiva di certi veicoli.

Soggettiva che mi ha fatto apprezzare parecchio tutto ciò che riguarda il combattimento nello spazio, altro aspetto su cui se sentono spesso parecchie lamentele. Anche qui, in un certo senso c’è un cambiamento: nuovi veicoli, nuove manovre al limite dell’esagerazione, nuovo modo di concepire gli spazi, con navi sempre più grandi e sempre più distruttive.

Ma, a differenza di quello che credete, non c’è nulla di nuovo: abbiamo già visto tutto in Rogue One ed è tutto riassumibile in una parola sola: SACRIFICIO.

Voi, quanto siete disposti a sacrificarvi per raggiungere l’obiettivo?

La Principessa Leia, dopo anni di guerre, ha capito che è ora di dare un taglio netto a tutto ciò, su cui la Ribellione o la Resistenza si è sempre basata: arrivare all’obiettivo sacrificando eroi non è sempre la soluzione migliore e secondo me è la stessa domanda che Rian Johnson si è fatto durante la stesura di questo film. Rimanere nei rigidi ranghi del canone, o provare a sovvertire l’ordine naturale delle cose, con un prodotto nuovo? Il cambiamento è la cosa di cui tutti hanno paura. Ma non è necessariamente qualcosa di negativo.

Il mondo cambia, il cinema cambia e che lo vogliate o no anche Star Wars, nella sua immensità, sarebbe prima o poi cambiato: è un dato di fatto che va compreso, ma non per forza accettato. Ho letto e capito molti dei vostri punti di vista e devo dire che avete tutti ragione, il bello è proprio questo. Una chiave di lettura di Star Wars non esiste e esisterà mai, siamo noi che con la nostra esperienza, maturata nel corso di questi 40 anni, dobbiamo capire fin dove possiamo accettare questo cambiamento. Un cambiamento comunque necessario, nato dall’evoluzione del mondo e della galassia e diretto alle nuove generazioni di fan di Star Wars.

Non mi piace fare classifiche o dare dei voti, anche perchè come abbiamo detto sopra, ogni trilogia deve essere a se. Ma se proprio lo volete sapere, Star Wars: Gli Ultimi Jedi si colloca, secondo la mia personalissima classifica, sopra a Il Risveglio della Forza ma sotto Rogue One (il fan service è sempre il fan service), con un punteggio, di 8 su 10.

Prendetemi per matto, fate quello che volete, non mi interessa, ma se non riuscite ad accettare tutto questo, indipendentemente dal gusto personale, allora siete ben lontani dal capire cosa in Star Wars e cosa nel mondo sta cambiando. Focalizzarsi solo sulle esperienze passate e criticare egoisticamente un prodotto che non è più vostro e che forse non lo è mai stato, non vi farà mai accettare l’inevitabile: ogni generazione avrà la sua trilogia di Star Wars e in tutto questo, “voi e noi vecchi” abbiamo già fatto il nostro tempo.

Merita una terza visione? Assolutamente sì.
Merita una visione in lingua originale? Ovvio.
Perciò detto questo, buona visione e che la Forza sia con voi.

Andrea Bottazzi

Classe 1990. Si affaccia a questo vasto mondo alla tenera età di 3 anni, grazie ai genitori che per farlo star quieto lo piazzavano davanti a Ghostbusters 1. Col passare degli anni gli interessi mutano, l'arroganza aumenta ma, questo mondo lo accompagnerà sempre, molto probabilmente fino alla tomba. Appassionato di Viaggi, Serie TV e Cinema. E' politeista, crede in David Hasselhoff, Steven Seagal, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis e negli Iron Maiden.
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