Ravenna Nightmare Film Fest – l’appuntamento più importante in Italia per gli appassionati di cinema di genere – è alle porte: dal 28 ottobre al 5 novembre 2017, presso la tradizionale sede del Palazzo del Cinema e dei Congressi di Ravenna e, in occasione di alcuni appuntamenti, anche presso la rinomata multisala CinemaCity.

Trovate tutto il programma dettagliato a questo link.

GLI OSPITI RAVENNA NIGHTMARE FF 2017:

Alessandro Fabbri

(al festival in data 28 ottobre 2017)

Fabbri è uno scrittore e sceneggiatore ravennate. Nel 1996 ha vinto il premio Campiello Giovani con il romanzo breve “Mai fidarsi di un uomo che indossa un trench blu”, pubblicato da Marsilio nel 1997. Il romanzo “Mosche a Hollywood” (Minimum Fax, 2000) è diventato nel 2005 il film “Hollywood Flies”, girato negli USA. Nel 2008 ha scritto a quattro mani con lo scrittore ravennate Eraldo Baldini il romanzo “Quell’estate di sangue e di luna” per i tipi di Einaudi Stile Libero. Nel 2010 pubblica con Bompiani “Il Re dell’Ultima Spiaggia”, mentre nel 2014 scrive con Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo “Il ragazzo invisibile”. Come sceneggiatore ha scritto l’adattamento italiano della serie “In Treatment” ed è il creatore della serie televisive “1992” e “1993” insieme a Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. Sempre con Rampoldi e Sardo è autore della sceneggiatura de “La Doppia Ora” di Giuseppe Capotondi e de “Il ragazzo invisibile” (Vincitore del Nastro d’argento 2015 come Miglior Soggetto) e “Il ragazzo invisibile 2”, entrambi diretti da Gabriele Salvatores.

Valerio Evangelisti

(al Festival martedì 31 ottobre)

Valerio Evangelisti è nato a Bologna nel 1952. Dopo avere pubblicato vari saggi di storia, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, “Nicolas Eymerich, inquisitore”, che ha vinto il premio Urania. Il ciclo di Eymerich è proseguito per Mondadori con “Le catene di Eymerich” (1995), “Il corpo e il sangue di Eymerich” (1996), “Il mistero dell’inquisitore Eymerich” (1996), “Cherudek” (1997), “Picatrix, la scala per l’inferno” (1998), “Il castello di Eymerich” (2001), “Mater Terribilis” (2002), “La furia di Eymerich” (fumetto illustrato da Francesco Mattioli, 2003), “La luce di Orione” (2007) e “Rex Tremendae Maiestatis” (2010). A maggio 2017 è uscito il nuovo episodio “Eymerich risorge”, pubblicato da Mondadori. Tra le sue altre opere ricordiamo “Magus. Il romanzo di Nostradamus” (1999), i romanzi ispirati dalla storia messicana “Il collare di fuoco” (2005) e “Il collare spezzato” (2006) e la trilogia sulla storia del socialismo in Emilia Romagna “Il sole dell’avvenire” (2013-2016). Per Einaudi ha scritto “Metallo urlante” (1998) e “Black Flag” (2002). Per Giunti ha pubblicato “Day Hospital” (2012), cronaca della battaglia vittoriosa dell’autore contro una malattia letale. È tradotto in diciassette lingue, in tre continenti; ha vinto nel 1998 il Grand Prix de l’Imaginaire, nel 1999 il Prix Tour Eiffel e, nel 2000, il prestigioso Prix Italia per la fiction radiofonica. Il suo sito web è eymerich.com ed è direttore editoriale della webzine Carmilla.

Registi ed autori del Concorso Internazionale per Lungometraggi

Michael Melski

(al Festival con The Child Remains, martedì 31 ottobre/mercoledì 1 novembre)

Michael Melski è un pluripremiato scrittore e regista di lungometraggi tra cui il thriller drammatico Charlie Zone (2013), vincitore del Best Feature Film all’Atlantic Film Festival e all’ImagineNative Film Festival di Toronto. Il suo lungometraggio di debutto, la commedia cult Growing Up (2008) è stato proiettato nei festival di tutto il mondo, tra cui il LA Comedy Film Festival, ed è stato per molto tempo uno dei film più visti su Netflix e su Sundance Channel. Michael ha scritto e diretto diverse premiate serie televisive tra le quali Hockey Mom, Hockey Dad e The Fly Fisher’s Companion.

Dimitri de Clercq

(al Festival con You Go to My Head, mercoledì 1 novembre)

Dimitri de Clercq ha iniziato la sua carriera come produttore, con i registi Mathieu Kassovitz (Café au Lait), Alain Robbe-Grillet e Raúl Ruiz (La Golden Boat, Time Retained e Savage Souls). Nel 1993 ha vinto un Premio Internazionale Emmy per la produzione di Ray Müller, con il controverso documentario The Wonderful, Horrible Life di Leni Riefenstahl. Nel 2002, ha aperto la propria casa di produzione, CRM-114, così chiamata in omaggio a Stanley Kubrick. Il fascino per il deserto ha portato de Clercq a produrre diversi film come La Terra e gli Ashes di Atiq Rahimi (2005) e Babylon (2009) di Mohamed Al-Daradji. You Go To My Head, è il suo debutto come regista.

Simon Rumley

(al Festival con Fashionista, giovedì 2 / venerdì 3 novembre)

Simon Rumley è stato descritto da Empire Magazine come “uno dei più importanti e intelligenti registi britannici odierni”. Hollywood Reporter lo ha definito un “maestro del thriller psicologico”. Con alle spalle la regia di 8 lungometraggi e 2 film d’antologia, è uno dei registi britannici più prolifici e di maggior successo della sua generazione. Affrontando principalmente tematiche drammatiche e horror psicologico, i suoi film sono stati proiettati nei Festival di tutto il mondo, conquistando collettivamente quasi 50 premi, compresi il Miglior Film a Sitges Fantastic Fest e Fantasia. Tra il 2010 e il 2016, Rumley vive e dirige 3 lungometraggi negli USA ma nel 2015 ritorna nel Regno Unito per dirigere Crowhurst nei pressi di Bristol, con la produzione di Nicolas Roeg. Attualmente sta producendo Once Upon A Time in London. Simon è stato il vincitore della scorsa edizione RNFF.

Jason Saltiel

(al Festival con Beach House, giovedì 2 / venerdì 3 novembre)

Jason Saltiel è un musicista newyorkese (sei i suoi album da solista) il cui lavoro spazia dal folk-pop all’elettropop, all’alt-country. Beach House è il suo primo lungometraggio. Jason ne cura la regiae la sceneggiatura, oltre ad aver composto e creato la colonna sonora.

Julius Ramsay

(al Festival con Midnighters, venerdì 3 / domenica 5 novembre)

Julius Ramsay ha lavorato come direttore e responsabile del montaggio di numerose serie televisive acclamate dalla critica, tra cui The Walking Dead, il drama più seguito nella storia della tv via cavo. Ha inoltre diretto Scream, serie della MTV / Weinstein Company, e Outcast, una produzione Fox per Cinemax. Ha lavorato come responsabile del montaggio per Alias e Battlestar Galactica. È stato nominato tre volte per il Primetime Emmy Awards. Midnighters segna il suo debutto alla regia di lungometraggi. Julius è accompagnato dal fratello produttore Alston Ramsay.

Mathieu Turi

(al Festival con Hostile, sabato 4 novembre)

Mathieu Turi entra a far parte della ESRA Cinema School di Parigi nel 2005. Dopo gli studi, lavora come aiuto regista per Quentin Tarantino, Clint Eastwood, Woody Allen e altri grandi registi. Nel 2010 il suo cortometraggio post-apocalittico Sons of Caos è selezionato in Concorso al SITGES Film Fest. Nel 2013, il suo cortometraggio Broken riceve il Premio IndieFest e l’Accolade Award per il miglior cortometraggio a Los Angeles. Nel 2016 inizia la produzione del suo primo lungometraggio Hostile, un mix tra le tematiche dei suoi cortometraggi.

EVENTO SPECIALE NIGHTMARE CLASSIC “FABIO TESTI SI RACCONTA” – Fabio Testi

(al Festival, sabato 4 novembre)

Testi, classe 1941, è un noto attore, caratterista italiano. Nato a Peschiera del Garda, negli anni ’60 si trasferisce a Roma ed inizia la sua carriera lavorando come controfigura per Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone. Nel 1968 ottiene la prima parte importante: partecipa alla produzione di C’era una volta il west, sempre di Leone, ma la sua interpretazione viene poi tagliata in post-produzione. Nel 1970 arriva la prima vera occasione: Testi recita ne Il giardino dei Finzi Contini, per la regia di Vittorio De Sica. Il film otterrà un Oscar come miglior film straniero. Nel 1971 lavora da protagonista nel film di Giuseppe Patroni Griffi Addio fratello crudele, con Charlotte Rampling: nel 1972 recita nel film Camorra di Pasquale Squitieri; sempre quest’ultimo lo dirigerà nel 1974 nel film I guappi. Nel corso degli anni settanta si lega sentimentalmente a dive come Ursula Andress e Charlotte Rampling. Queste relazioni gli regaleranno una certa popolarità. Nel 1974 arrivano i primi grandi successi all’estero: è coprotagonista di L’importante è amare, del regista polacco Andrzej Żuławski. Nel 1975 ha una parte nel film di Tonino Valerii Vai gorilla. Nel 1985 è tra i protagonisti del film Io e il Duce, regia di Alberto Negrin, con Susan Sarandon e Anthony Hopkins. Nel 2010 ha una piccola parte nel film statunitense Letters to Juliet ed è nel cast di Road to Nowhere di Monte Hellman. Negli anni ’90 comincia a collaborare con famose serie televisive: nel 1996 viene chiamato a sostituire Philippe Leroy nel ruolo di Yanez de Gomera in Il ritorno di Sandokan, per Mediaset., nel 2006 recita in alcune puntate della soap opera di Raiuno Sottocasa. Nel 2009 è tra i protagonisti della fiction Mediaset Il falco e la colomba. Nel 2010 è nel cast del film TV di Canale 5 Colpo di fulmine, mentre l’anno successivo lavora alla fiction, sempre di Canale 5, Al di là del lago. Nel 2003 partecipa come concorrente al programma televisivo L’isola dei famosi.

CONTEMPRANEA – Dekker Dreyer

(Al Festival con The Arcadian, sabato 4 novembre)

Dekker Dreyer è un filmmaker, creatore di realtà virtuale, scrittore e artista visivo. Ha iniziato la sua carriera come fotografo, ma viene presto ingaggiato in una produzione digitale quando Miramax gli commissiona la creazione di Closed Circuit, per la Naqoyqatsi di Godfrey Reggio. La sua graphic novel Mondo Atomic, che ripercorre i classici film di fantascienza degli anni ’50 e ’60, è stata lodata dalla rivista Wired e il suo libro eco-punk The Tea Goddess è rimasto per oltre sei anni nella classifica dei top seller di Amazon. Dal 2015 Dekker ha lavorato nel campo della realtà virtuale, producendo diversi progetti, come la band Disturbed Sound of Silence e numerosii commercials per Disney e Warner Bros.

fabrizio dell'amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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