Che Keanu Reeves fosse un appassionato di arti marziali si sapeva, e allora perché non chiamare Tiger Chen, stunt-man e coreografo di Matrix e farci un film, dove magari interpreta pure il villain?

Ecco che arriva Man Of Tai Chi, film che purtroppo sarà costretto a rimanere un puntino sbiadito nell’universo dei film d’autore, ma che si conferma come un buon traguardo nell’universo del cinema di menare.
La produzione è interamente cinese, la sceneggiatura è di Michael G. Cooney e alla regia come abbiamo già detto troviamo Keanu Reeves.

L’intenzione sicuramente è quella di portare il Tai Chi sulla scena delle arti marziali attraverso la storia (perché in realtà di basa su fatti realmente accaduti), di Tiger Chen, un fattorino che decide di combattere clandestinamente per Il losco Donaka Mark, in modo da raccogliere il denaro necessario per salvare il Tempio, dove Chen e il suo Maestro si dedicano proprio a coltivare lo spirito del Tai Chi.

Non ci sono premesse da fare, essendo la tipica produzione cinese, la storia risulta di facile comprensione, ma a differenza di tanti altri film, i combattimenti non sono lasciati al caso.

A coreografare Tiger Chen infatti, (già lui stesso coreografo dei combattimenti di Matrix e Kill Bill Vol.1) e buona parte dei combattimenti di questo film, c’è Yuen Woo-Ping (Kill Bill Vol.2, The Grandmaster, Drunken Master, Twin Warriors, sì, quello con Jet Li).

CGI e costumi a parte (perché giustamente se devo combattere non ci vai comodo ma vestito come un personaggio di Ken Il Guerriero), riusciamo a collocare il film in quella sfera di finto-realismo, da non confondere con quello di The Raid, senza troppi voli e con il giusto numero di slappe, il tutto unito a quell’atmosfera che rende omaggio agli action-movie anni ‘70 (il combattimento finale e le inquadrature sugli occhi dei combattenti ne sono l’esempio).

Per essere all’esordio Keanu Reeves si dimostra all’altezza e da prova di saper gestire questa piccola opera in maniera del tutto professionale. Certo, la sola passione per le arti marziali non basta, ma questo film riesce lo stesso a portarsi una spanna sopra ad altri film mediocri del genere di menare.

Il film è senza dubbio divertente e coinvolgente purtroppo però solo a livello «coreografico», insomma basta andare a ripescare The Raid con Iko Uwais (che ha anche una piccola parte nel film, poco sfruttata purtroppo) o Fearless con Jet Li, per percepire il divario che non permette al film di Reeves di affermarsi.

In ogni caso, buona la prima! Film consigliatissimo, che potete trovare su Amazon a questo link!

Andrea Bottazzi

Classe 1990. Si affaccia a questo vasto mondo alla tenera età di 3 anni, grazie ai genitori che per farlo star quieto lo piazzavano davanti a Ghostbusters 1. Col passare degli anni gli interessi mutano, l'arroganza aumenta ma, questo mondo lo accompagnerà sempre, molto probabilmente fino alla tomba. Appassionato di Viaggi, Serie TV e Cinema. E' politeista, crede in David Hasselhoff, Steven Seagal, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis e negli Iron Maiden.
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