Da 6 giorni su Netflix sono disponibili tutte e 10 le puntate della terza stagione di Narcos e ovviamente le abbiamo viste tutte più o meno in un giorno e mezzo. Non si tratta di un bingewatch vero e proprio ma è come se lo fosse stato, del resto dato il ritmo della serie è l’unica soluzione possibile.

Di cosa tratta: in poche parole,  Netflix dopo il finale della seconda stagione, ha deciso di raccontare questa serie, quasi, prendete con le pinze queste parole, come una specie di spin-off con protagonista Javier Peña (Pedro Pascal), l’ex compagno dell’agente Murphy, pronto, dopo essere stato reintegrato nella DEA, a combattere Los Caballeros de Cali (Gilberto Rodríguez Orejuela, Hélmer “Pacho” Herrera, Miguel Rodríguez Orejuela e José “Chepe” Santacruz), ovvero i nuovi boss del narcotraffico a livello mondiale.

Una piccola menzione va fatta per Pepe Rapazote, l’attore di origini portoghesi che interpreta Chepe Santacruz, che ha avuto la capacità di camuffare il suo vero accento, rendendo il suo personaggio talmente vero da preferirlo a qualsiasi altro membro del Cartello di Cali. Insomma, Chepe Santacruz è il Narcos che tutti vorrebbero essere.

Se con Pablo Escobar ci siamo abituati a un ritmo abbastanza sostenuto, ma di per se lento, nel creare rapporti con politica, polizia e istituzioni in relazione al suo essere personaggio pubblico nato da zero, in questa terza stagione troveremo tutto il contrario. Il ritmo della narrazione, impreziosito da alcuni spiegoni utilissimi narrati dall’Agente Peña, ha un ritmo veramente serrato, unito anche al fatto che i protagonisti non hanno bisogno di nessun tipo di presentazione: sai chi sono, sai cosa voglio e soprattutto sai da dove vengono.

Lo scenario, cambia radicalmente, il centro nevralgico delle operazioni rimane comunque la Colombia, ma ogni stato toccato ha il suo ruolo fondamentale, ci si sposta infatti molto più frequentemente tra USA e Messico e Panama.

Con il primo Cartello, avevamo un’idea del traffico che andava dalla produzione all’esportazione, con il nuovo Cartello invece saltiamo questa parte e piombiamo direttamente in un’organizzazione del business a livello mondiale con conti offshore, società fittizie, riciclo del denaro e sistemi di sicurezza all’avanguardia, pur mantendo i tre aspetti fondamentali a cui siamo stati abituati: Famiglia, Business e Politica.

In questa Terza Stagione, pur rimanendo comunque presente, cala il “lato politico” del narcotraffico Colombiano per trasportarlo su una linea un pochino più globale andando a toccare in prima persona CIA e USA. Questo leggerissimo calo però è compensato dal “lato poliziesco” della DEA, aumentando e risaltando tutto quello che riguarda indagini, intercettazioni e perquisizioni.

Mi devo rimangiare quanto detto su un post di Facebook, credo che la mancanza di un personaggio come Escobar e di come tutto ruotasse attorno a una persona sola, non manchi più come si poteva vedere dalle prime puntate.

L’attenzione riportata sull’Agente Peña ha giovato a questa mancanza, rendendolo il vero protagonista. La serie si trasforma continuamente, arricchendo ogni episodio della giusta adrenalina e rendendo protagonista ciò che prima passava quasi in secondo piano, portando la DEA a ruolo di protagonista, che oltre a combattere il narcotraffico dei Gentiluomini di Cali, dovrà guardarsi le spalle dalla corruzione locale, politica e soprattutto da una buona parte del governo USA.

Insomma, la Terza Stagione di Narcos, può considerarsi tranquillamente al pari delle prime due e non risente minimamente della mancanza di Escobar. La consiglio vivamente a chi vuole continuare la storia (ovviamente romanzata) di uno dei massimi cartelli dell droga mondiale, ovviamente andrebbe vista in lingua originale per non perdere nessun tipo di caratterizzazione dei personaggi e soprattutto per il dualismo linguistico di Pedro Pascal.

Ci sarà una Quarta Stagione? Secondo Netflix sì e probabilmente uscirà il prossimo anno. Di cosa parlerà? Aspettate di vedere la fine di questa serie e lo scoprirete.

Qui potete trovare tutti gli episodi delle tre stagioni: https://www.netflix.com/it/title/80025172 e se non siete ancora convinti, vi lascio pure il trailer ufficiale.

Andrea Bottazzi

Classe 1990. Si affaccia a questo vasto mondo alla tenera età di 3 anni, grazie ai genitori che per farlo star quieto lo piazzavano davanti a Ghostbusters. Col passare degli anni gli interessi mutano, l’arroganza aumenta ma, questo mondo lo accompagnerà sempre, molto probabilmente fino alla tomba. Appassionato di Viaggi, Serie TV e Cinema, crede in un solo Dio, David Hasselhoff. Se lo vedete girare in kilt non allarmatevi, nella vita precedente era Scozzese

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