Questa estate 2017 verrà ricordata non solo come la più calda degli ultimi 5 milioni di anni (fonte: Studio Aperto) ma anche come quella dell’invasione a livello globale degli Sharknado. Siamo arrivati al quinto capitolo della saga targata The Asylum e Syfy e questa volta i produttori hanno deciso di buttarci dentro qualche soldo in più tanto che Ian “ma è Steve di Beverly Hills 90210!” Zering ha ricevuto un compenso di 500 mila Dollari (pensate che Gal Gadot ne ha presi 300 mila per Wonder Woman) e sono state girate scene in mezzo mondo…chiariamo subito un particolare però…per i campi larghi sono andati realmente on location e quindi a Roma, Londra, Tokyo e compagnia bella ma per i campi stretti ed i particolari si torna ai sempre più economici set in Romania e vediamo una Roma da mani nei capelli. Sharknado 5 Global Swarming tenta quindi di fare le cose in grande visto il buon risultato del quarto capitolo, a mio avviso il migliore (qui la recensione).

Di solito non lo faccio ma qui vado di spoiler violenti come se non ci fosse un domani ok? ok vado. I nostri eroi dopo un inizio che omaggia talmente tanto I Predatori dell’Arca Perduta da sforare nel plagio (stupendo però il riferimento diretto al personaggio di Indiana Jones) scopriranno l’origine degli sharknado e troveranno una misteriosa gemma incastonata in un’antica pinna dorsale di squalo. Questa gemma finirà poi, attraverso varie peripezie, nelle mani del figlio scemo di Fin Shepard (Zering) che verrà risucchiato da un enorme sharknado in quel di Londra. Fin e April (Tara Reid) non esiteranno nemmeno un momento e si lanceranno all’interno dello sharknado alla ricerca del figlio ma scopriranno che la gemma ha un grandissimo potete, è in grado di aprire, all’interno dello sharknado, delle porte spazio-tempo che permetteranno ai nostri eroi di viaggiare da una parte all’altra del globo in un batter d’occhio. La trama è questa, due genitori alla disperata ricerca del figlio rapito…capite la profondità della cosa??

 Anthony C. Ferrante alla regia si diverte tantissimo secondo me e ci prova anche a giocare con le inquadrature ma il suo lavoro viene letteralmente dilaniato in fase di montaggio con stacchi fatti al n’do cojo cojo. Non lo aiutano nemmeno le recitazioni dei vari personaggi che si alternano in cameo più o meno riusciti (grandioso quello del modello tamarro Fabio nel ruolo del Papa), si salvano i vari conduttori di telegiornali ed esperti tv abituati a stare davanti ad una videocamera, ma poi arrivano certi personaggi, come Bret Michaels, che ti fanno sanguinare gli occhi. Nessun però potrà mai battere Tara Reid in quando a recitazione imbarazzate…ne avevo già parlato nella recensione del quarto film, ma qui tocca vette che potrebbero portarla al Razzie alla carriera. Avete presente lo sguardo di Sara Tommasi nel pornazzo “la mia prima volta”? (sì dai lo avete presente) Ecco immaginate quello sguardo per 90 minuti.  A metterle i bastoni tra le ruote della recitazione va detto che ormai il suo personaggio è diventato a tutti gli effetti un cyborg come l’ispettore Gadget in grado di volare e sparare raggi laser dalle mani….Se ci mettete poi che la fanno andare in giro vestita da puttana tossica anni ’80 (vedi foto qui sotto) la frittata è fatta. Salto a piedi pari il capitolo “effetti speciali” perchè oggi mi sento buono.

Ma è divertente o no? La risposta è…NI. Il film parte benissimo, grande ritmo e subito una valanga di citazioni più o meno velate ma poi quando i personaggi iniziano il ping pong dei salti spazio-temporali la trama va nel dimenticatoio e si fa di tutto per dare spazio ai vari cameo (scarsi in questo capitolo come qualità) e per mostrarci che sono andati realmente sul luogo a girare. Ero già pronto alla bocciatura totale a 10 minuti dalla fine ma poi hanno tirato fuori un plot twist IMMENSO che preannuncia un sesto capitolo cazzutissimo. Vado con un altro piccolo spoiler? Vado? ok! C’è un cameo fighissimo di Dolph Lundgren nel finale che sembra piazzato lì per dirci che nel prossimo film lui sarà spalla a spalla a Ian Zering…a me questo basta per farmi attendere con ansia una nuova invasione di Sharknado!!

 

Fabrizio Dell'Amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.

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