Sapevamo benissimo che fosse un film demenziale, e per chi se lo fosse dimenticato ci pensa Seth Gordon a mettere subito le cose in chiaro con dei titoli di testa tamarrissimi, eppure siamo stati attratti dal trash estremo ed alla fine, pensandoci su, lo abbiamo pure rivalutato.
Bisogna partire dal presupposto che si tratta di una trasposizione cinematografica di un telefilm cult che è andato in onda per 20 anni buoni. Baywatch era a tratti drammatico e provava anche a toccare vette altissime (indimenticabili le puntate con Mitch malato di tumore) ma fondamentalmente era scritto da un team di scimmie ammaestrate ma questi erano gli anni ’90 ed il pubblico televisivo questo voleva…questo e le tette di Pamela Anderson. Questo remake/reboot/trasposizione non si poteva giocare sugli stessi toni, altrimenti il film avrebbe perso in partenza uscendone malconcio. La “genialata” degli sceneggiatori quindi qual è stata? Farne una parodia dagli elementi esasperati. Niente di nuovo ma tutto sommato degno di nota (21 Jump Street insegna). Mi viene in mente la canzone dei GemBoy in cui sottolineano come si ovalizzi il pallone da calcio del cartone animato Holly e Benji o come il campo diventi lungo dei chilometri.

Faccio un po’ di spoiler? Ma si dai.
Il classico maschiocentrismo degli anni ’80 che voleva la donna bella come oca giuliva è stato invertito. Zac Efron qui è tanto bello (e pompato oserei dire) quanto….. cerebralmente limitato. Dictat 2.0 Edizione 2017. The Rock sembra aver preso il film come una vacanza vera e propria tra i suoi mille impegni e delega parecchio al resto del cast tenendo per sé una sana scazzottata ed una penosissima scena di salvataggio su una barca in fiamme. Va detto però che come coppia comica The Rock e Efron funzionano alla grande. E il cattivo di turno? Una donna che nel suo paese di origine è stata scalzata dal fratello nell’azienda di famiglia a causa del suo genere sessuale. Coincidenza? Forse.
Magari no ma potrebbe essere rivalutato anche da altri un giorno.
In ogni caso ci assumiamo ogni responsabilità delle nostre affermazioni!  :mrgreen:

Gaia Arrigoni

Mi chiamo Gaia, ho trent’anni o poco più e sono 126 minuti che non scrivo recensioni. Come il gelato al cioccolato sono dolce e un po’ salata.

Follow Me:

Post Correlati Leggi anche...