Dopo una lunga e lenta agonia passata a mandare giù Luke Cage, ho deciso, finalmente, di accettare il fatto che fosse giunto il momento di guardare Iron Fist, l’ultimo capitolo stand-alone, sul questo nuovo eroe che andrà a far parte di Marvel’s Defenders, in uscita ad agosto sempre su Netlfix.

Iniziamo col togliere alcune colpe:

  1. Non è colpa di Netflix, che ringrazierò sempre, se questa serie non mi ha lasciato nulla.
  2. Non è colpa della Marvel se questa serie non ha nulla da dire, il fatto è che una storia interessante ce l’avrebbe pure.
  3. Non esiste la scusa del cast.
  4. Luke Cage non è all’altezza, ma di certo non è colpa sua.

Trama

Dopo essere sparito per quindici anni, Danny Rand fa ritorno a New York City, determinato a riprendere il controllo dell’azienda di famiglia e pronto a combattere La Mano grazie alla sua “maestria” nel kung-fu e grazie all’abilità di evocare l’incredibile potere dell’Iron Fist. – Grazie Wikipedia, odio gli spiegoni.

Semplice no!? Fino a questo punto, una storia con del potenziale ci sarebbe pure, ma come sempre, prima, diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Considerazioni

La colpa sostanzialmente è delle grosse aspettative che una persona ha, dopo aver visto Daredevil e Jessica Jones e dopo aver perdonato lo scivolone di Luke Cage.

A Marvel’s Iron Fist, purtroppo, manca tutto quello che c’è stato nelle serie precedenti, non c’è un villain che sia uno all’altezza del Kingpin (Vincent D’Onofrio) o di Killgrave (David Tennant), i combattimenti non fanno un baffo a quelli di Daredevil e stiamo sempre parlando di una serie basata sulle arti marziali risulatando per la maggior parte del tempo goffi e poco realistici, ma soprattutto il protagonista, per quanto il ruolo da figliol prodigo incazzato e in cerca di risposte di Danny Rand (Finn Jones) mi sia piaciuto, purtroppo non sembra essere all’altezza quell’Iron Fist in grado di sfondare porte d’acciaio con un pugno.

Il ragazzino biondo, insicuro e testardo, sicuramente può dare ancora molto a questi nuovi Defenders. Ma nonostante tutto questo, Iron Fist riesce comunque ad avere una sua precisa identità: Finn Jones è riuscito a farmi immedesimare nel suo personaggio, pur non avendo il classico fisico e trucco da supereroe (il tatuaggio dell’Iron Fist per esempio lascia parecchio a desiderare) e pur non avendo una benchè minima base sulle srti marziali da film, con una caratterizzazione precisa ed efficace corretta per il giusto svolgimento della storia (apparentemente senza buchi di trama come accade in Jessica Jones).

Un’altra nota positiva è data da un personaggio, che riprende il suo ruolo post-Daredevil e che personalmente adoro: Madame Gao interpretata da Wai Ching Ho. Gao, non si può definire propriamente definire un villain, ma ha il ruolo perfetto per far capire a Danny Rand, nella maniera più “cattiva” possibile, cosa sia veramente l’Iron Fist agli occhi di chi lo ha addestrato e agli occhi di chi è sempre stato un suo compagno e soprattutto quale sarà il suo destino. E’ indubbiamente il personaggio della Mano più bello e più influente che si sia visto finora.

Per quanto riguarda i risvolti familiari, troviamo la classica (non) famiglia, dove solo apparentemente chi ne fa parte viene prima di tutto, I Meachum formata da un David Wenham (Il Signore Degli Anelli) in grande spolvero, nel ruolo di Harold Meachum / Frank N. Stein, Tom Pelphrey (Banshee) nel ruolo di Ward Meachum e Jessica Stroup (The Following) nel ruolo di Joy Meachum. Non mi voglio dilungare troppo in quanto il rapporto di questi tre è sì abbastanza centrale per quello che riguarda lo svolgimento della serie, ma è utile però fino ad un certo punto, magari se si fosse dato meno spazio a questo aspetto, si sarebbe caratterizzato un villain un po’ più villain, insomma, da Wenham mi sarei aspettato qualcosina di più, che un ruolo praticamente relegato agli ultimi tre episodi della serie.

 

Valutazione finale

Iron Fist, a mio modesto parere si guadagna la sufficienza nonostante gli evidenti difetti:

  • Scene d’azione piatte e poco avvincenti, sembra infatti che l’attore abbia dovuto imparare le coreografie durante i giorni di ripresa. Basta infatti pensare a Man Of Tai Chi, per vedere dove si può arrivare solamente con la passione per le Arti Marziali.
  • Il ritmo della storia è un po’ troppo altalenante: abbiamo avuto i primi due o tre episodi abbastanza lenti e i tre episodi finali in cui succede TUTTO quello che sarebbe potuto succedere prima nei precedenti 7 episodi.
  • Sono stanco di questi finti finali a sopresa: il finale sarà l’inizio di Defenders o ci sarà una seconda stagione? Chi lo sa…

Difetti a parte, Iron Fist è quel genere di serie TV che, come si diceva a scuola, ha le potenzialità giuste ma che purtroppo non si impegna abbastanza per raggiumgere gli obiettivi dati dalle altre serie Marvel targate Netflix (Luke Cage a parte, quello rimane il ripetente a vita che tutti in classe avevano), galleggiando in un limbo di mediocrità, che comunque riesce in un certo senso a farsi apprezzare.

Andrea Bottazzi

Classe 1990. Si affaccia a questo vasto mondo alla tenera età di 3 anni, grazie ai genitori che per farlo star quieto lo piazzavano davanti a Ghostbusters. Col passare degli anni gli interessi mutano, l'arroganza aumenta ma, questo mondo lo accompagnerà sempre, molto probabilmente fino alla tomba. Appassionato di Viaggi, Serie TV e Cinema, crede in un solo Dio, David Hasselhoff. Se lo vedete girare in kilt non allarmatevi, nella vita precedente era Scozzese
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