Un uomo anziano che racconta le vicende della sua giovinezza, vicende talmente incredibili che neanche il proprio figlio riesce a credere. Un film targato Tim Burton. Aspetta! Credo di avere un deja vù. Poi il film continua e si vede un giardino con siepi di varie forme (in particolare quella di un T-Rex). Altra volta aspetta! Lampo di genio (ironia!). Forse tutti questi “trasferimenti” non denotano mancanza di immaginazione ma tributi. Alcuni più evidenti mentre altri solo accennati, cosa che spinge lo spettatore a “frugare” nella propria memoria. Quindi la prima impressione può anche sembrare un collage di sequenze piuttosto scontate (perchè, sia che avvenga consciamente o inconsciamente, sappiamo quello che di conseguenza accade immediatamente dopo) ma questo è perché la scena è già presente nella nostra memoria. La genialità secondo il mio punto di vista sta nel mesh up finale. Perché come si suol dire in un’opera d’arte conta l’insieme e non il singolo dettaglio.

Alla fine è un film che si guarda bene, ben fruibile per trascorrere un paio d’ore. Nonostante tutto qualche puntino sulle “i” bisogna metterlo. Sembra una versione timburtoniana di X-Men, i cui protagonisti sono i ragazzi speciali: la rossa-tuttounfuoco, il ventriloquo spargi cuori, il talentuoso della moda, la Hulkina, la fortunella (che sa far crescere anche a dismisura le cose organiche e il cui futuro partner sarà “enormemente” compiaciuto), la speranzosa (il cui motto è “se non vedo quello che mangio non ingrassa!”), la ragazza sottovuoto e il salvatore\ragazzino “aspetta-che-prendo-la-mira”. Il tutto diretto da un uccello cianotico. E gli antagonisti? Wolverine in versione negativo di fotografia e la sua banda di occhi-belli.

Vi sembra tutto eccessivamente assurdo? Ricordiamoci che il film è made by Tim Burton!! P.S. Le liaisons artistiche (e sentimentale nel primo caso) tra Tim Burton ed Helena Bonham Carter e tra Tim Burton e Johnny Depp è stata sostituita da quella con Eva Green. Feticismo momentaneo o collaborazione duratura? Si vedrà.

Gaia Arrigoni

Mi chiamo Gaia, ho trent'anni o poco più e sono 126 minuti che non scrivo recensioni. Come il gelato al cioccolato sono dolce e un po' salata.
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