Esattamente 30 anni fa usciva, nei cinema americani ed in limited release in pochissime sale (uscì poi in grande stile il 22 agosto), STAND BY ME di Rob Reiner e divenne subito un film culto per un’intera generazione. Io ho la fortuna di essere uno dei tanti bambini che nell’aprile del 1987, uscita italiana, venne subito affascinato al cinema dall’avventura di questi 4 ragazzini tanto normali quanto simili a me (o a qualche mio amico) e scattò un’empatia talmente forte che a tutt’oggi ogni volta che riguardo il film (non meno di 4/5 volte all’anno) mi fa provare le stesse sensazioni della prima visione facendomi inevitabilmente piangere come un bambino rendendomi lo zimbello di mia moglie. Un film fondamentale per la formazione cinematografica, e non solo, nato in un momento magico del cinema americano. Un film adulto e maturo mascherato da “film per ragazzi” che, in modo più diretto de I GOONIES, ti spiattella in faccia tutte le difficoltà dell’adolescenza e del passaggio, volenti o nolenti, all’età adulta. Ma ora basta altrimenti piango anche ‘sto giro e vediamo di abbassare i toni riportando qualche curiosità sul film.

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1)  Il film è tratto dal racconto breve Il corpo (The Body) contenuto in le Stagioni diverse di Stephen King e questo è cosa nota. King spesso non apprezza le trasposizioni cinematografiche dei propri scritti (gli assegni della produzione sì però) ma non perde mai occasione per tessere le lodi di Stand By Me. Pur essendo fortemente legato al racconto originale nel quale aveva inserito esperienze vissute realmente come la vista di un uomo ucciso da un treno in corsa ed il famoso bagno nel lago con sanguisuga negli zebedei, il buon Stephen ha fatto sudare freddo il regista Rob Reiner durante una visione privata prima della release. King restò impassibile per tutta la visione ed alla fine del film uscì dalla sala senza fiatare per poi tornare, poco dopo, dicendo che il film era il miglior adattamento, di un suo scritto, che lui avesse mai visto. Va detto inoltre che il film spesso e volentieri non segue il racconto alla lettera pur mantenendone inalterato il messaggio. Tra le differenze quella più importante riguarda il finale, e qui vi avviso che se non avete mai letto il libro c’è un super SPOILERONE ALERT. Nel film Asso ed i suoi bulletti lasciano i ragazzi nel bosco minacciando vendetta e ci siamo chiesti tutti almeno una volta, visto che vivevano in un paesino con dieci case in croce, quando e come avrebbero attuato questa minaccia ma la storia si conclude con il bellissimo monologo dedicato ai 4 ragazzi lasciando questo avvenimento futuro incompiuto. Nel racconto i ragazzi prenderanno la loro vendetta subito su Chris e Vern, siccome i loro fratelli erano membri della banda di Asso, e qualche giorno dopo su Gordie e Teddy. Sempre nel finale del film poi ci viene detto che Verne e Teddy diventarono adulti facendo una vita tra alti e bassi mentre Chris, avvenimento che scatena tutto il lungo flashback, viene accoltellato in un bar. Ecco King qui ci andò giù pesante nel libro perchè pensò bene di far morire anche Vern in un incendio e Teddy in un incidente stradale lasciando da solo il povero Gordie.

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2) E’ innegabile che Kiefer Sutherland sia stato scelto per il ruolo di Asso perché, oltre che essere un bravo attore, fosse già noto nell’ambiente come una sincera testolina di cazzo…cosa ereditata dal padre Donald. Senza suggerimento del regista Kiefer decise di non uscire mai dal personaggio anche fuori dal set e questo portò Wil WheatonRiver PhoenixCorey Feldman Jerry O’Connell a subire continui dispetti ed attacchi a sorpresa da parte di Sutherland nell’hotel che li ospitava. Sempre a proposito di Asso nel bellissimo commento audio del DVD possiamo scoprire che quello stronzo non restituirà mai il cappellino rubato a Gorgie all’inizio del film ma lo butterà nel bidone subito dopo aver girato l’angolo.

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3) Tra le tante scene memorabili c’è sicuramente quella con i ragazzi belli tranzolli sulle rotaie costretti a scappare da un treno in arrivo che non ne vole proprio sapere di fermarsi. Ovvio che per girare questa scene non potessero mettere a rischio la vita di due giovani attori e si andò di tecnicismi tenendo il treno ad un centinaio di metri dai protagonisti e con un teleobiettivo da 600mm che comprimeva l’immagine facendoli sembrare vicini. Niente di complicato ma questo non faceva sentire ai due ragazzi la tensione necessaria per la scena ed i primi ciak vennero una ciofeca. Allora Rob Reiner pensò bene di motivarli iniziando ad inveire dicendo che la produzione stava perdendo soldi per colpa loro…la troupe stava perdendo tempo per colpa loro…il cibo del catering si raffreddava per colpa loro…e così via. Li infamò talmente tanto che i due poveretti iniziarono a piangere a dirotto ed appena Reiner vide le prime lacrime urlò “Azione!” e così venne fuori una scena bellissima. Le lacrime che vedete nel film quindi sono vere ma non sono causate dal treno ma da una super cazziata appena ricevuta.

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4) La storia di “Sacco di lardo” e della sua vendetta fatta di litri e litri di vomito era presenta anche nel libro ma Reiner non riusciva proprio a capire come fare ad integrarla nel film senza spezzare il ritmo ed il climax creato ma poi pensò di immaginare che Gordie scrittore adulto non fosse altro che Stephen King…in grado di creare storie profonde ma anche ricche di fantasia e “soprannaturali” e la scena venne quel capolavoro che oggi possiamo tutti vedere e rivedere. Per creare il vomito vennero usati litri e litri di frullato di mirtilli e ricotta. Vi è venuta fame?

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5) Per mostrare stupore vero sul volto dei quattro protagonisti venne impedito loro di vedere la location ed il cadavere di Ray Brower (interpretato da Kent W. Luttrell) prima della riprese. La stessa tattica usata da Donner ne I Goonies per il galeone e la cosa funziona perchè la reazioni dei ragazzi è sincera. Al contrario del libro che vede il povero Ray dilaniato e con gli insetti che escono dalla bocca qui ci sono andati più leggeri mostrando solo per pochi fotogrammi un corpo con alcune escoriazioni. Dopo tanto vomito visto qualche scena prima potevano andarci più pesanti anche qui però dai…

Ora non dovete fare altro che andare nella vostra videoteca casalinga e prendere il dvd, o il blu-ray di Stand By Me… non lo avete?!?!? Recuperate subito…e tanto che ci siete prendete anche il libro!

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Fabrizio Dell'Amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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