Un ricchissimo chirurgo plastico, sbaglia un’operazione facciale ad una donna che rimane sfigurata e che, per vendicarsi, deturpa gravemente il volto della bella sorella del medico gettandole un bicchiere di acido in faccia. Il chirurgo promette che farà tutto ciò in suo potere, e anche oltre, per ridonare la bellezza perduta all’amata sorella e individua come soluzione quella di contattare un vecchio “medico” che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva eseguito esperimenti di trapianto facciale su cavie umane vive nei campi di concentramento nazisti. Per avere pelle fresca su cui lavorare comincerà così a rapire giovani belle donne che, con l’aiuto di alcuni complici, porterà nella sua clinica nella quale verrà commessa su di loro ogni tipo di efferatezza. Fra queste sfortunate incappa una ricca modella americana, alla ricerca della quale il padre invia però subito un investigatore privato.

Prima di parlare del film è doveroso fare qualche accenno sul mitico Jesus “Jess” Franco, autore spagnolo dalla filmografia sterminata, che ha attraversato ogni genere filmico spesso con spirito rivoluzionario e slancio creativo e sperimentale a dir poco proverbiale. Pur essendo annoverato tra i registi di serie B e di trash-movie non ha mai nascosto la sua passione per i grandi maestri del cinema. In particolare è interessante segnalare una passione che in seguito si è trasformata in sodalizio: quella tra lo stesso Jess e Orson Welles, che culminerà con il completamento, nel 1992, del Don Quijote, pellicola alla quale Welles aveva lavorato per più di due decenni.

La vita artistica di Jess Franco, decisamente movimentata (il regista si sposterà tra Spagna, Francia, Germania e Svizzera) e condizionata dalla situazione politica della natia Spagna, ha avuto come costante la ricerca di una totale libertà creativa. Non sempre gli sarà possibile trovare la posizione ideale e alternerà periodi di grande autonomia, seppur contrassegnati da scarsi mezzi produttivi, ad altri di produzioni ragionevolmente più ricche ma in cui, visti anche i tempi di realizzazione strettissimi, avrà meno spazio per esprimersi al proprio meglio. Jess Franco è diventato famoso soprattutto per un certo tipo di horror-erotico-esoterico (attenzione però quando parliamo di Jess Franco ed erotismo: come il nostro Aristide Massaccesi, alias Joe D’Amato, anche il regista spagnolo oltrepasserà il confine imposto girando alcuni film pornografici) e ancor oggi sembra non aver perso la sua vena creativa e l’impellente voglia di sperimentare.

 Ma passiamo a “Faceless” (anche conosciuto con i titoli “I violentatori della notte” e “Les Prédateurs de la Nuit”), titolo “interessante” perché dopo “Horror Hospital” torniamo a parlare di chirurghi pazzi e sadici, magari ex nazisti, e ancor più interessante perché l’opera altro non è che un remake di un altro film del regista: “Gritos en la noche” (in Italia “Il diabolico dottor Satana”), datato 1961 e primo horror di Franco, dove viene tra l’altro introdotta la figura del Dr. Orloff, interpretato dall’attore feticcio Howard Vernon (presente anche in “Faceless” nella breve parte, praticamente un’autocitazione del…Dr. Orloff!).

Faceless” è una produzione che mette assieme nomi importanti (basti citare Helmut Berger) e attrici provenienti dal cinema erotico e rientra tra i film dell’ultimo periodo parigino. Immersi in un immaginario fin troppo anni ’80, per musiche, ambientazioni e costumi, è impossibile non lasciarsi travolgere dall’irresistibile valore trash di questo film. Ci intratteniamo con attori monoespressivi e irrigiditi da manici di scopa infilati Dio sa dove, con la fiacchezza indicibile del ritmo, con rapimenti, siparietti erotici ma non troppo, violenze, trapianti facciali realmente impressionanti (eh sì, son scene davvero forti e generose di particolari espliciti), bulbi oculari trafitti da aghi di siringa in puro stile Fulci, omicidi con trapani e ci lasciamo “avvincere” dalla sottile riflessione sulla mercificazione del corpo e dalle perverse pulsioni dei pazzi maniaci della storia, con i loro amori incestuosi e il loro desiderio di rimettere le mani sulla carne viva delle vittime. Come sempre, in film di questo tipo, la parte relativa all’indagine, che procede in parallelo fino al gran finale, sembra quella più noiosa. Fortunatamente la ricerca dell’investigatore Sam Morgan (Christopher Mitchum) gli riserverà qualche incontro oltremodo demenziale. Attenzione a Telly Savalas, che interpreta il ricco padre della modella cocainomane rapita, lo ricorderete senz’altro come volto televisivo dell’ispettore Kojak.

Scene da ricordare: l’omicidio con l’occhio trafitto dalla siringa; le operazioni, fallite o meno, di trapianto facciale; lo scontro tra Sam Morgan e il compagno nerboruto, dalla vocina in falsetto, del fotografo gayssimo; l’omicidio con trapano del tirapiedi bestiale del Dr. Frank Flamand e Nathalie…

Consigliato a: chi vuole scoprire qualche perla by Jess Franco.

Supporto visionato: DVD Mosaico Media, lingue: italiano/inglese.

 httpv://www.youtube.com/watch?v=ZO4xuXA2GgY

Il Borg nasce a Montevarchi (AR) nel 1983 la sua felice infanzia viene segnata da un precoce amore per il cinema e in particolare per i film horror, fantasy e fantascientifici. Alle elementari il Borg scopre i comics Marvel che, nel fanciullo, non tardarono a manifestarsi come nuove, eccezionali, forme di autismo. Diplomato alla Scuola di Comics di Firenze e illustratore freelance passa le sue giornate a guardare film di ogni genere, leggere fumetti di tutti i tipi e talvolta disegna mostri.

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