Nel 2022, l’astronave Spacecore one, durante una normale missione di “refab” (riparazione satelliti nucleari che orbitano sopra la terra), incontra delle difficoltà; svariati malfunzionamenti bloccano le comunicazioni con il centro spaziale e tutto l’equipaggio si trova in una situazione di stallo, anche se il computer di bordo Lesli (Camilla MoreVenerdì 13 Il capitolo finale 1984) non rileva anomalie nel sistema. Durante svariati tentativi di riparazione, l’astronave s’imbatte in un relitto impossibile, uno Shuttle, che non solo orbita ancora nello spazio, ma risulterà essere il Discovery 18 della Nasa inabissato nel 1992 nel triangolo delle bermude. Trovandosi in una situazione d’emergenza per via dell’esaurimento delle scorte d’ossigeno, il comandante Flynn Harding (Robert SampsonRe-animator 1985, Robot Jox 1991) decide di attraccare e durante l’ispezione della nave fantasma insieme al tenente Giles Stewart (Will Bledsoe), rinviene dei campioni di roccia provenienti da Centrus B40, un’area oscura della Luna, oltre al cadavere d’un astronauta, appartenente all’equipaggio originale ed il solo ad essere presente, Michael C. Gotier (Ken Lesco – stunt, utility stunts e stunt coordinator in molte pellicole, tra le quali Kill Bill Vol.1 e 2).
Ristabilite le normali condizioni d’aria, improvvisamente la Spacecore one sembra riprendere a funzionare, il cadavere con un insolito squarcio di forma triangolare, viene portato a bordo per delle analisi e l’ufficiale medico conclude che si possa trattare di suicidio, in realtà qualcosa di arcano è celato al suo interno, qualcosa di molto potente, mortale ed antico, venuto ad impossessarsi delle loro anime.

La propensione ad unire fantascienza e sovrannaturale è un’opportunità che difficilmente ci si rifiuta di cogliere e se ancora oggi per molti è un matrimonio che non s’ha da fare, non si può surclassare il successo che hanno avuto pellicole come “Punto di non Ritorno” del 1997 di Paul W.S. Anderson, che ha molto in comune con questo “666 – Il triangolo maledetto”, (titolo puramente italiano, una soluzione pressoché indicativa anziché evocativa dell’originale “The Dark Side of the Moon”, “Il lato oscuro della Luna”), inoltre “Doom” almeno finché il concetto non è stato totalmente stravolto nella sua trasposizione cinematografica ed al livello metaforico potremmo scomodare “Matrix Reloaded” del 2003 dei fratelli Wachowsky, in cui nella figura di Neo ci si riferisce come ad un dio, anche se la componente spirituale non viene affatto approfondita e ad un mero livello concettuale e filosofico di onnipotenza a “Dark Star” di John Carpenter del 1974 in cui la bomba 20 si paragona a Dio e dice:”In principio era il buio e io venni dopo il buio. E luce sia!”

Il punto di non ritorno, in poche parole segna la dicotomia tra la precisa emozione che s’intende suscitare nel pubblico e l’effettiva risposta emotiva a tale stimolo, ad esempio in “Dark Star” (lo citiamo perché anche questo film appare come una cosa da studenti, è bene specificare che le due trame sono del tutto diverse), l’esperienza fu traumatica per Dan O’Bannon che aveva in mente una commedia divertente e invece alla prima notò che nessuno rideva. In questo caso l’intento era di spaventare il pubblico, ma non sappiamo se il regista D.J.Webster e gli sceneggiatori Carey e Chad Hayes, ne siano rimasti al pari sconvolti, è certo che se per il primo decidere di orientarsi successivamente allo sgomento, al terrore e logicamente all’Horror, ha fruttato ottimi risultati in seguito, nel secondo non potremmo mai conoscere l’esito di una scelta opposta, cioè il dedicarsi alla commedia, da parte peraltro di un regista, la cui unica pellicola oltre la presente, è un video musicale nell’anno successivo dal titolo “Guys Nex Door”.

Assodato che già nel 1990 non ci spaventava davvero per un film del genere, non possiamo negare le qualità a dispetto del basso costo, e sia, bacchettiamo le mani per una vaga ed accennata esplosione del corpo, che sappiamo già a chi appartiene di diritto, ma come B-movie è un degno rappresentante della sua stirpe, in fondo nonostante qualche tastiera Commodore-epoché (termine coniato per indicare l’epoca antecedente i pc), la vaga anemia tecnologica che implica abusi di pronomi, quali parti, componenti ed elementi, pur di non dire come si chiama un pezzo che in un’astronave ha una funzione ben precisa, le ingenue battute come “Hai aggiustato i connettori?” ed il monitor che ci mostra le interferenze in una lunga sequenza di zero ed uno, quasi una persona parlasse direttamente in linguaggio macchina, tutto questo non fa che riportarci all’età in cui i computer cozzavano meno con la fantascienza, proprio perché erano più lontani dall’uomo, non a caso “Matrix” è incomprensibile quando la vediamo in codice ed è ovvio che non avremmo ottenuto lo stesso effetto se fosse sbucato il logo di Windows e le icone colorate, ma un’interessante opzione opera un cambio di rotta, unisce l’utile al dilettevole per così dire, nella figura di Lesli (Camilla More), un computer di bordo dalle sembianze di una gelida donna cyborg, come se Mother e Ash fossero fusi in unica entità, una trovata forse anche innovativa rispetto ai successori che sette anni dopo in “Alien la clonazione” al massimo hanno prodotto un cambio di sesso con il “Father” della nave Auriga.

Un ultima critica va mossa nei confronti dei “relay”, sono i componenti meno tecnologici dell’elettronica, eppure sono molti i b-movie che ne parlano, che si sappia a cosa servono o meno, già il fatto che quelli di uno shuttle possano essere utilizzati su un’astronave del 2022 lascia perplessi, se non altro permettiamo che si usi il termine per indicare qualcos’altro, in effetti così accade, ma sono molti i film anche recenti in cui potremmo ispezionare questo tipo di storpiature.

Nel complesso 666 è un gioiellino nel suo genere, non un capolavoro, ma una storia interessante se ovviamente presa con la dovuta apertura mentale (ma niente di tanto meno sfacciato di “Punto di non ritorno”), che non abusa di effetti speciali che non potrebbe altrimenti sfoggiare e che fa fruttare quelli che non rilevano debolezze, con pochi personaggi di cui ci viene descritto a grandi linee quello che serve sapere, sorretti da recitazioni plausibili se pur spigolose, come quelle di Paxton Warner (Joe Turkel – identico anche in Blade Runner) e Dreyfuss Steiner (Alan Blumenfeld) le cui ansie ben incastonano le paure che difficilmente si fanno notare, le altre sono pressoché passabili, difficilmente Giles Stewart (Will Bledsoe) a cui purtroppo tocca il ruolo del protagonista.

E’ possibile che lo stesso identico film possa essere amato od odiato, ciò non toglie che la stessa introversione se pur meno claustrofobica che altrove tenderebbe a penalizzare il conseguirsi degli eventi in un soggetto ben più ricco, qui faccia da risonanza arricchendo così una pellicola che spesso ricade su se stessa in poche battute non del tutto congeniate, fornendo così un succedaneo ad un soggetto meno denso d’atmosfera, un’alchimia, enfatizzando il termine, con il quale questa piccola regia regala momenti interessanti di fantascienza, di mistici cammei e di sospetti in stile “La Cosa”, non nell’aspetto, ma nella situazione di chi è l’alieno e l’alieno è chi, fino a quella che sarebbe potuta essere un ottima citazione conclusiva, riprendendo il titolo originale “The Dark Side of the Moon”, l’omonimo album dei Pink Floyd, nel quale nel brano “The Great Gig in the Sky” (fonte wikipedia) il testo recita “I’m not frightened of dying, anytime will do, I don’t mind… Why should I be frightened of dying? There’s no reason for it, you gotta go sometime” (Non ho paura di morire, in qualsiasi momento capiterà, non m’importa… Perché dovrei aver paura di morire? Non ce n’è ragione, prima o poi te ne devi andare.)

Supporto visionato: VHS – Medusa Film – Italiano – uscita 21/12/1999

Battuta da ricordare: “…sta fermo! Giuro su Dio che l’userò!”, “Oh, giusto, giura su Dio, ma lui non ti può aiutare ora, tu appartieni a me, tu schifoso piccolo sporco uomo!”

Scena da ricordare: Alex McInny (Wendy MacDonald) posseduta, nella scena della seduzione.

Consigliato a: Chi non denigra il connubio Sci-Fi/Supernatural

httpv://www.youtube.com/watch?v=jrn3oazv8_I

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