Il regno di Ismir è minacciato da Jeremy Irons che tiene famiglia (Profion), il suo intento è ottenere il potere controllando I draghi rossi grazie ad uno scettro terribilmente kitsch. Un gruppo eterogeneo di macchiette fantasy cercherà di opporsi, dando così vita ad un’avventura che ti fa seriamente pensare “oggi è bel tempo…perché non vado a pescare invece di cercare di arrivare ai titoli di coda?”

Di certo senza la notizia che in Nuova Zelanda gente illuminata stava girando Il Signore degli Anelli, un’operazione come il Dungeons & Dragons di Courtney Solomon difficilmente avrebbe visto la luce. No, adesso non mettiamoci a spedire lettere minatorie a Peter Jackson, che poretto non c’entra niente.

Semplicemente questo film è uno dei figli abortiti del rinato interesse cinematografico per il fantasy che la sacra trilogia di mastro Jackson ha scatenato…Peccato che qualcuno si sia dimenticato di alcuni dettagli utili per la realizzazione di un film degno di questo genere: una buona storia che non sia scaturita dalla mente di un arbitro di gioco adolescente e decisamente scazzato, un regista abile, ispirato e visionario e attori totalmente coinvolti che non si siano avvalsi soltanto della scheda del personaggio e dei dadi per abbozzare i loro ruoli (ok che si parla della trasposizione di un gioco…ma non esageriamo!).Gli unici che si salvano sono Justin Whalin (Ridley) e, direttamente da Scary Movie (forse credendo di esserci rimasto, ma dato il contesto generale non credo sia stata una cattiva idea buttarla in farsa), Marlon Wayans (Snails), ovvero la coppia di strampalati ladri. Almeno sono simpatici e si ha la sensazione che, accortisi del baraccone in cui sono finiti, giochino un po’ di autoironia.

Ovviamente stendiamo un velo pietoso sul resto del cast, soprattutto per l’imperatrice Savina/Thora Birch (espressiva come un foglio bianco Fabriano A4 e irrigidita come un tronco di faggio) e Jeremy Irons, che offre un’interpretazione talmente sopra le righe da alzarsi, andar via e vagare come anime in pena. Avete presente lo stereotipo del cattivo tutto toni alti ed esternazioni esageratamente maligne, nervose e spietate? Ecco, questo è il Profion di Irons, che mi immagino sapientemente sviluppato tra un ciak e l’altro e senza manco leggere il copione (del resto le riprese che hanno impegnato l’attore non credo siano durate per più di mezza giornata, si è presentato sul set come si trovava e con la stessa acconciatura di capelli di sempre, gli hanno infilato velocemente il costume, due battute e tanti saluti, per la serie “passo e incasso”). Per chi ha in testa i ruoli cult di Irons vederlo agitarsi in quelle improbabili vesti può essere un duro colpo.

Ah già, non scordiamoci del mitico Damodar incarnato da Bruce Payne, lo spietato lacchè di Profion tutto sguardo torvo ed espressione eternamente imbronciata, assolutamente irresistibile!

L’aspetto visivo del film è quello che è, siamo nella pura serie B, nei mezzi e nei risultati. Ogni scenario ed ogni situazione sono meri ricicli di cose già viste meglio da altre parti, i make-up, i costumi, sono incredibilmente raffazzonati e posticci e gli effetti digitali appena appena mediocri. Possiamo tranquillamente affermare che il budget sia finito quasi per intero nella battaglia finale fra i draghi, che comunque non supera la qualità visiva di un videogioco. Attenzione al finale che cerca disperatamente di essere lirico, se siete reduci da una cattiva giornata la visione potrebbe farvi tornare il sorriso e l’allegria! Ad ogni modo, a conti fatti, questo Dungeons & Dragons è molto più onesto di tanti prodotti analoghi, che nascondono la propria mancanza d’ispirazione e di visione dietro budget consistenti ed effetti speciali sfarzosi e sempre più elaborati.

Dungeons & Dragons non ha né ispirazione né soldi, è debole, patetico e povero, ma non si vergogna di mostrarsi per quello che è, e nella propria inguaribile schiettezza riesce ad essere ragionevolmente simpatico e ironico (anche se l’ironia voluta si mischia sovente con quella involontaria). Alla fine ne esce meglio di un Eragon qualsiasi (toh! Anche qui Irons, che magari cercava di fare ammenda per Profion offrendo un’interpretazione dignitosa di Brom…peccato abbia scelto sempre il film sbagliato), che pur utilizzando altri mezzi (niente di trascendentale sia chiaro) risulta un’opera molto più intimamente inutile e fallimentare di quella di Solomon.

Scena da ricordare: Ridley nel labirinto della Gilda dei ladri, una delle tante “originalissime” peripezie che il nostro si trova ad affrontare.

Consigliato a: i fan entusiasti di Dungeons & Dragons…se vi stanno sulle balle avete trovato un’arma efficacissima con cui abbatterli.

Supporto visionato: DVD PAL Millennium Storm

httpv://www.youtube.com/watch?v=efSq9FF1r2Q

Il Borg nasce a Montevarchi (AR) nel 1983 la sua felice infanzia viene segnata da un precoce amore per il cinema e in particolare per i film horror, fantasy e fantascientifici. Alle elementari il Borg scopre i comics Marvel che, nel fanciullo, non tardarono a manifestarsi come nuove, eccezionali, forme di autismo.
Diplomato alla Scuola di Comics di Firenze e illustratore freelance passa le sue giornate a guardare film di ogni genere, leggere fumetti di tutti i tipi e talvolta disegna mostri.

Post Correlati Leggi anche...