Una congrega di sanguinari vampiri sta facendo fuori tutte le lesbiche del paese. Per fortuna Gesù Cristo, l’unico e originale, è tornato sulla Terra e a colpi di Kung Fu, superpoteri divini e messaggi d’amore cercherà di contrastare la minaccia, non senza l’aiuto di alcuni improbabili complici. Ma anche questa volta, Giuda insegna, l’ombra di un tradimento si annida dietro ai sinistri accadimenti.

Opera praticamente amatoriale, realizzata senza un quattrino e rozza in ogni suo elemento, ma che ha il pregio di sfoggiare una piacevole e simpatica vena di autoironia. Se qualcuno si trovasse ad avere il dubbio, tranquilli, non credo che nessuno andrà all’Inferno, né i realizzatori del film, né gli spettatori che hanno avuto modo di visionare la pellicola. Nel film, infatti, non c’è nulla di vagamente blasfemo o offensivo ed, anzi, se siete di larghe vedute avrete modo di divertirvi dinnanzi all’innocente e inoffensiva ironia che pervade “Jesus Christ Vampire Hunter“.

Il film fa tenerezza, è innocuo, tanto quanto il Gesù combattente che mette in scena: pronto tanto a porgere con veemenza l’altra guancia (magari con qualche destro e un’ampia gamma di calci rotanti), quanto a dispensare messaggi edificanti e progressisti. Di certo, soprattutto se questo tipo di parodie vi scioccano (purtroppo il sottoscritto non ha il dono di una credenza in Dio e company così sentita, e messo nelle giuste condizioni non può far altro che abbandonarsi ad una sana risata), il film ha poco o nulla della carica iconoclasta di certe sequenze di “South Park” o del geniale “Preacher” di Garth Ennis e Steve Dillon, tanto per fare due esempi.

Ironizza (magari un po’ ingenuamente?) su certe figure ricorrenti della fede, sulle sue immagini sacre, anche con qualche gag senz’altro spassosa, ma è davvero difficile inorridirsi, e alla fine il film è molto più politicamente corretto, e attento a veicolare posizioni platealmente positive e riconcilianti, di quanto possa sembrare. Insomma, nulla di davvero controverso, potrebbe essere il film da far vedere tranquillamente in parrocchia dopo una serata in cui è passato copioso il vinsanto da benedire.

In più, ad aggiungere un ulteriore tono mite e mansueto, ci si metta la faccia di Phil Caracas, l’interprete del nostro spaesato e battagliero Gesù, la quale, una volta privata della barba e della lunga chioma, mostra meglio un’espressione dolce e un po’ malinconica (ci è così impossibile non prendere in simpatia la recitazione dell’attore, per quanto dilettantesca).

Comunque era l’ora che qualcuno sfruttasse cinematograficamente, anche con piglio demenziale, il potenziale da comic supereroistico della figura di Gesù. Non è una provocazione, visto che alcuni supereroi, che vanno da Superman a Silver Surfer (in particolare), attingono direttamente dalla cristologia. In aggiunta credo che Mark Millar, nel suo recente “Chosen“, si sia servito esattamente di suggestioni del genere. Beh, si vede che era tempo di dare spazio al modello originale!

Basta però divagare, e analizziamo brevemente le qualità tecniche del film. Purtroppo è un affronto chiamarle “qualità” come sforzarsi a cercarne. Questo film è un prodotto semi-amatoriale, e tale condizione si palesa in ogni fotogramma. In particolare trovo irresistibilmente trash e squallide le coreografie dei combattimenti: non aspettatevi mosse e azioni iperboliche e spettacolari, perché qui ci troviamo di fronte a sequenze patetiche, moscissime, montate talmente rozzamente che è impossibile trovarci un granello di ritmo e vivacità. Ma in generale è il susseguirsi degli eventi che è terribilmente fiacco, se non fosse per alcune riuscite trovate comiche difficilmente resisteremmo alla visione. Gore, Splatter? Macchè, il budget è talmente ridotto che si son potuti permettere soltanto qualche effetto elementare e accessibile, come paletti e arnesi vari usati per trafiggere i vampiri e schizzi di sciroppo alla fragola.

Jesus Christ Vampire Hunter” è il film che vorremmo girare con gli amici nei fine settimana, sarebbe l’opera di gente priva del benché minimo talento registico, ma almeno dotata di una certa ironia.

E per chi si sentisse offeso non potrei che ricordare una celebre battuta di Bill Hicks:

“Tre bifolchi sono venuti da me dopo uno show: “Ehi amico, vieni qua! Ehi Mr. Comico, vieni qua! Ehi amico, siamo cristiani e non ci piace quello che hai detto!” Ho risposto: “Allora perdonatemi!…”.

Consigliato a: tutti quelli che pensano che le vie del Signore sono infinite.

Scene da ricordare: la sequenza musical dopo che Gesù è uscito dal barbiere; ogni combattimento; la scena in cui Gesù viene soccorso da un trans dopo essere stato ignorato da alcuni rappresentati “stimati” della società; Dio che appare nelle spoglie di un gelato all’amarena parlante; la telefonata della Madonna; il flashback-gag del panino con salsa all’aglio; lo sfoggio del potere dell’ubiquità nello scontro finale; l’epilogo.

Supporto visionato: dvd “Eclectic DVD” regione 1 , lingua inglese.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Wa3GaWkaT14

 

Il Borg nasce a Montevarchi (AR) nel 1983 la sua felice infanzia viene segnata da un precoce amore per il cinema e in particolare per i film horror, fantasy e fantascientifici. Alle elementari il Borg scopre i comics Marvel che, nel fanciullo, non tardarono a manifestarsi come nuove, eccezionali, forme di autismo.
Diplomato alla Scuola di Comics di Firenze e illustratore freelance passa le sue giornate a guardare film di ogni genere, leggere fumetti di tutti i tipi e talvolta disegna mostri.

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