Vorrei esordire così: se tutti i film dei Marvel Studios da oggi compissero 10 anni tutti gli anni, sarebbe molto probabilmente, una delle cose più belle in assoluto. Anche perchè se il Batman di Nolan è stato un po’ il padre di tutti i cinecomic moderni, allora Avengers: Infinity War dei Fratelli Anthony e Joe Russo, non è solo il degno erede, è il nuovo caposaldo di tutto quello che sarà il filone futuro di qualsiasi cinecomic di qualsiasi studio sulla faccia della terra!

Signore e Signori, il 25 Aprile 2018 si è scritto, che ve ne rendiate conto o no e che lo vogliate o no, un nuovo pezzo di storia del cinecomic e del cinema.

Ma è così perfetto come tutti dicono?

Sì sì e assolutamente sì e arrivando subito al sodo, direi che un bel 9.75 se lo merita tutto. Certo, a parlare è il solito fanboy, uno di quei fanboy che ha deciso di mandare giù il boccone amaro di Thor: Ragnarok, di ritornare a sognare con Black Panther (avviso a tutti i detratttori: adesso avete capito perchè è così e se non lo avete fatto, beh mi dispiace molto per voi) e che durante tutta la visione di questo film ha saltato sulla poltrona del cinema. Lo stesso fanboy che mentre scrive questa recensione ha in loop nelle orecchio il tema principale degli Avengers.

Eh, che bella parola: Avengers.

Ma non erano quelli che dovevano salvare/proteggere il mondo da qualsiasi tipo di minaccia? Sì, almeno in teoria, ma del resto già dopo Civil War tutto è cambiato. Tutto ha assunto una piega diversa, il mondo non è più lo stesso da quando altri mondi sono entrati a far parte di questo Universo, che in effetti è Universo in tutta la sua pienezza, non solo Marvel, non solo Cinematic, ma un insieme di mondi diversi fra loro. Un Universo vivo, che con il solo schiocco delle dita del villain di turno potrebbe cessare.

Ed ecco dove volevo arrivare: Thanos.

Non me ne vogliate, ma molto probabilmente dovreste iniziare a mettere via tutti i vostri idoli e provare a lodare la pienezza di questo “nuovo” personaggio. Un villain che in “soli” 149 minuti, ha cambiato la concezione stessa di villain cinematografico. Basta con i soliti Signori del Male, del Crimine o di quello che volete. Qui non vogliamo né Male né Crimine, vogliamo solo la pace più totale. E qual è l’unico modo per ottenerla? Disfarsi in maniera “più che casuale” della metà della forme di vita presenti in tutto l’Universo conosciuto.

In 10 anni di Marvel Studios non si è mai vista una determinazione tale in un personaggio buono o cattivo che sia, nemmeno nel più candido dei supereroi. Prendete Captain America: ha sacrificato (non solo lui, ma prendetelo come esempio) l’unità degli Avengers per riuscire a salvare la sua love story con Il Soldato d’Inverno. Nobiltà d’animo direte voi, amicizia. Assolutamente no: si chiama egoismo. Stesso egoismo che, in un modo o nell’altro, troviamo in quasi tutti gli altri Vendicatori, non si salva nessuno e in cuor vostro lo sapete benissimo.

Torniamo a noi: questo capitolo degli Avengers rasenta la perfezione e non mi stancherò mai di dirlo. Gli equilibri tra i vari scenari e gli equilibri tra i vari personaggi sono studiati nei minimi particolari e riescono a legare in maniera perfetta tutto ciò che nel MCU è iniziato esattamente 10 anni fa, gag comprese e perfettamente dosate. Perfezione riscontrabile oltre che sugli effetti visivi magistrali, (intendiamoci, roba da sentirsi Grosso durante quel 9 Luglio 2006) nei particolari dei costumi, il cambio di sequenze tra un fronte e l’altro, nuovi pianeti che nemmeno nelle teste dei migliori disegnatori riusciamo a trovare. Il livello visivo è uno dei più alti visto finora, da farmi quasi dimenticare il perchè ho adorato Doctor Strange. Forse tutto questo è andato oltre ogni aspettativa.

Come si poteva gestire un cast del genere?

Semplice: non c’era altro modo. Il gioco di squadra è questo e ci sono voluti 10 anni con 19 film per farcelo notare.
10 anni dove ogni prodotto infatti preso singolarmente può considerarsi una storia a se con stili diversi per registi diversi. Ma in Avengers: Infinity War no ed è sempre grazie ai Russo che riusciamo a scorporare e prendere solo le parti migliori di quelle storie senza spiegoni inutili, per incanalarle nel progetto definitivo.

Definitivo ovviamente, finché non esce il capitolo finale.

E tutto oro quel che luccica? Ni, ma è un fatto solo mio.

Se proprio vogliamo, forse ci sono solo due note dolenti totalmente personali in tutta questa perfezione: il livello “bromance” del rapporto tra Bucky e il Capitano (rapporto che non sopporto da Civil War) e soprattutto la poca naturalezza di Banner/Hulk che pecca forse di credibilità dopo Thor: Ragnarok. Suvvia, sei un mega scienziato ripieno di raggi gamma, hai un conflitto interiore con la bestia che c’è in te più che giustificabile, ti vanti dal primo Avengers che il tuo segreto è essere sempre incazzato, ti sei quasi infilato in tutti i sensi dentro Vedova Nera e mi scendi di personalità in questo modo dopo che ti hanno usato come tirapugni su un pianeta? Cazzo no! Ripeto, sono due fatti estremamente personali che proprio non riesco a mandare giù a cui non dovreste nemmeno fare caso.

In conclusione, cosa mi aspetto dal prossimo capitolo?

Uscendo dalla sala avevo in testa il nulla cosmico. Sarei rimasto più che contento così, come se si fosse conclusa una bella, anzi una bellissima storia, sicuramente non nel modo che avrei voluto e parliamo di valori affettivi che ho maturato in 10 anni, ma conclusa. Invece no, ci sarà una conclusione e sicuramente gli assi nella manica dei Russo sono molteplici e molto probabilmente due di questi hanno un titolo: Dottore e Capitano.Ragazzi non prendetevela, basta fare 2+2 e seguire un po’ il programma dei film in uscita.

Avrò modo di rivederlo sicuramente una seconda volta giusto per il gusto di andare a vedere un film, che per me ha significato il giusto tributo a una scommessa iniziata 10 anni fa, con l’inizio del Marvel Cinematic Universe.

Buona Visione!

Avengers: Infinity War è uscito nelle sale italiane il 25 Aprile 2018 e diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo.

Nel cast troviamo e ritroviamo Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Anthony Mackie, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Benedict Cumberbatch, Tom Holland, Chadwick Boseman, Josh Brolin, Don Cheadle, Sebastian Stan, Dave Bautista, Karen Gillan e Pom Klementieff.

Andrea Bottazzi

Classe 1990. Si affaccia a questo vasto mondo alla tenera età di 3 anni, grazie ai genitori che per farlo star quieto lo piazzavano davanti a Ghostbusters 1. Col passare degli anni gli interessi mutano, l'arroganza aumenta ma, questo mondo lo accompagnerà sempre, molto probabilmente fino alla tomba. Appassionato di Viaggi, Serie TV e Cinema. E' politeista, crede in David Hasselhoff, Steven Seagal, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis e negli Iron Maiden.
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