Con un po’ di ritardo arriva anche la recensione di Baby Driver, nuovo film di Edgar Wright che sta raccogliendo consensi unanimi tra critica e pubblico. E a ragione! Il film dell’autore della Trilogia del cornetto   è una solida rock-opera ricca di azione e super adrenalica, una trama semplice che Wright usa come pretesto per spararci in faccia le sue canzoni preferite, con una playlist di grandi classici che vanno dai QueenMarvin Gaye.

Wright dirige a ritmo con la musica regalando scene d’azione di livello altissimo, con inseguimenti da urlo e stunt da paura. Solo la prima scena vale il prezzo del biglietto.

Ma qual è la trama? Beh semplicissimo! C’è questo ragazzino Baby (Ansel Elgort) che è un pilota fenomenale che lavora per il boss del crimine Doc (Kevin Spacey) che sfrutta le sue abilità per seminare la pula dopo le rapine che organizza. I membri delle varie bande di rapinatori vanno da Jon Hamm a Jamie Foxx passando per Jon Bernthal. A mettere i bastoni tra le ruote di Baby ci pensa come sempre l’amore, che lo porta a cercare qualcosa di più per la sua vita e mettersi quindi contro agli interessi della banda di criminali, cosa che porterà a una catena di situazioni sempre più gravi che spingeranno Baby a decisioni importanti e radicali.

 

Insomma come già detto una trama semplicissima che fa da sfondo a inseguimenti girati da Dio e a una playlist fantastica. Il ritmo è sempre altissimo tanto e, se andrete al cinema, quasi vi scorderete dell’odioso doppiaggio italiano. Quasi.

Concludendo, un capolavoro? No, ma un action movie veramente di livello altissimo che vi regalerà una serata super e che vi continuerà ad accompagnare nei giorni successivi alla visione perchè non potrete fare a meno di scaricarvi la playlist del film, sopratutto se siete spesso al volante.

Ma andate piano, e allacciate la cintura. Mi raccomando!

Giovanni Montanari

Classe 1995. Iniziato al mondo nerd prima ancora di nascere dato che la mamma si sparava le maratone notturne di Star Wars quando era incinta di 6 mesi. Grande appassionato di cinema e serie tv, di cui si nutre con voracità. Sogna di vincere un Oscar per l’adattamento di Sutree di McCarthy.

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