Fin dal primo trailer SUICIDE SQUAD aveva sparato l’asticella dell’hype a livelli altissimi perché, sfido chiunque a dire il contrario, funzionava alla grande con quella musica pompata e il montaggio adrenalinico. Asticella subito spezzata da gran parte della critica che lo ha massacrato appena uscito. Non sono il tipo che si fa condizionare particolarmente dalla critica e leggo poche recensioni (allora perché cazzo le scrivi? direte voi giustamente) ma ammetto che mi sono presentato in sala con questa mosca fastidiosa dell’hype negativo che mi girava su e giù per testa. E’ stato meglio così perché è proprio quando abbassi le aspettative, che io avevo altissime, che riesci ad apprezzare meglio un film.

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Non stiamo certo parlando di un capolavoro o di  un film indimenticabile ma nemmeno di una tavanata galattica come molti insistono nel dire. Warner Bros e DC stanno pagando, e continueranno sempre a farlo, lo scotto di essersi fatti una bella dormita mentre la Marvel pompava al cinema i suoi personaggi e macinava milioni su milioni. Ora, risvegliati da questo sonno, stanno cercando di riguadagnare in fretta il terreno e Suicide Squad è il chiaro esempio di questa corsa che spesso incappa in grossi inciampi. Per avendo alle spalle già i film di SupermanBatman V Superman, che hanno piccoli rimandi, Suicide Squad parte praticamente da zero e la gestione di tutti questi personaggi nuovi, per il pubblico che segue solo il cinema e non i fumetti, risulta complicata per il regista David Ayer nella prima parte che prevede la loro introduzione. Esclusi Deadshot (Will Smith) e Harley Quinn (Margot Robbie) il resto della squadra suicida viene presentato in maniera troppo veloce e sbrigativa e si nota una seria difficoltà nel gestire il montaggio di tutta questa parte del film con stacchi e salti che stonano alla grandissima. Un paio di film dedicati magari proprio a Deadshot e Quinn (in assoluto il miglior personaggio) avrebbero fatto comodo prima di lanciarsi in questo baraccone ma la Marvel, come detto prima, fa vedere i fanalini posteriori da anni  e fa “ciao ciao” con la manina e non c’era tempo. Ayer stesso ha ammesso di avere avuto quasi un esaurimento nervoso in fase di editing perché la major voleva mettere troppo le manine sul montato…e sospetto che ci sia una grossa fetta di responsabilità dell’agente di Smith che spingeva per avere sempre più spazio. Questa pressione ha portato a sacrificare molte scene girate e qualcuno doveva pagare più altri…in questo caso ha pagato tantissimo il personaggio di Slipknot che viene trattato in una maniera imbarazzante. Volendo proprio estremizzare potremmo dire che tutta la prima parte si regge sulle musiche e sul “ritmo ritmo ritmo!” ma non voglio esagerare…grazie proprio al ritmo incalzante non ti viene lasciato tanto tempo per riflettere ed il film scorre.

"dove cazzo sono le mie scene?!"

“dove cazzo sono le mie scene?!”

La gestione dei tempi e dello spazio dei personaggi è il problema che assilla tutto il film secondo me perché a causa sua non ha pagato solo il ridicolo Slipknot ma anche un personaggio che nell’universo DC è uno dei pezzi grossi, anzi grossissimi, il Joker. Non voglio entrare nel merito della caratterizzazione del personaggio del Joker reso un pappone da night club perché ci può anche stare nell’idea di voler cambiare il personaggio per allontanarlo da quelli visti in precedenza e Jared Leto è in parte al 100% ma le scene del Joker si contano sulla dita di una mano e lo rendono un personaggio secondario. Io avrei scelto la strada più comoda per tutti e lo avrei reso direttamente il villain principale del film, creando anche problemi di scelta a Quinn con relative scene folli, ma purtroppo non mi hanno chiesto di scrivere la sceneggiatura ed è andata così…con un Joker relegato a qualche flashback e poche altre scene. Un vero peccato perchè il personaggio funziona…c’è poco da dire in merito…funzia. Lo stesso Leto si è detto amareggiato di aver scoperto che gran parte delle sue scene sono state cannate al montaggio, magari le vedremo una versione extended però hanno anche un po’ rotto il cazzo con questo continuo rimaneggiare il montato per vendere le millemila edizioni homevideo.

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Mi rendo conto che fino ad ora ho detto solo cose negative quando invece in apertura ho detto che non è un brutto film ed infatti così è…potremmo stare ore ed ore a parlare del poco fascino che trepela dal villain e dal quanto sia inutile mandare contro un’entità superiore un branco di pazzi armati di mitra e boomerang ma alla fine io riesco quasi sempre a divertirmi guardando questi film perché entro in modalità “intrattenimento” ed il film in questo non mi ha deluso. Certo la pazzia dei personaggi avrebbe richiesto più violenza e cattiveria ma dobbiamo anche essere realisti e pensare che si tratta sempre di un prodotto da vendere ed in questi casi non puoi andare oltre il PG13 se vuoi riportare a casa i soldini investiti. Alla fine mi faccio sempre una domanda…lo riguardei? E la risposta è SI’.

Fabrizio Dell'Amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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