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GHOSTBUSTERS (2016)

“Venimmo, vedemmo e lo giudicammo”

Fin dal suo annuncio GHOSTBUSTERS di Paul Feig è stato oggetto di una vera e proprio shitstorm su internet senza precedenti e non mi vergogno nel dire che ho partecipato in maniera molto attiva a questa polemica. GHOSTBUSTERS è uno dei film fondamentali per noi figli degli anni 80 ed andarlo a toccare è stato visto come un sacrilegio. Tutti abbiamo sperato di vedere tornare gli acchiappafantasmi originali per un terzo capitolo e Dan Aykroyd ci ha illuso per anni dicendo che ci fosse qualcosa in cantiere ma alla fine non si è fatto più niente e forse è stato meglio così…il cast principale invecchiato, alcuni dei protagonisti con zero voglia di tornare ed altri purtroppo morti…mettici anche che Ivan Reitman è in perenne crisi creativa da un ventennio…bona lì…ci teniamo Ghostbuster 1 e 2 e ce li facciamo bastare.

Inevitabile quindi tutta questa polemica nata intorno al reboot di GHOSTBUSTERS ma, dopo mesi e mesi di polemiche, lo abbiamo finalmente visto e possiamo dire la nostra e, senza tanti giri di parole, vi dico subito che il film non ci ha convinti. Abbiamo liberato la mente il più possibile prima della visione ed all’inizio la cosa è sembrata funzionare perché per la prima mezz’ora il film funziona benissimo…il prologo con la casa infestata e la presentazione dei vari personaggi sono ben scritti ed anche la regia è ben calibrata ma poi Paul Feig decide di dare carta bianca alla sua musa Melissa McCarthy ed al resto del cast e quello che ne viene fuori è una serie di scenette con battute in stile Saturday Night Live che, se non sei un ammerigano, NON fanno ridere…e nemmeno sorridere. Se avete visto SNL americano negli ultimi anni potrete certamente capire…non sembra nemmeno parente del mitico SNL di Bill Murray e soci.

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Sulla carta poteva anche funzionare se avessero dosato l’ironia ma c’è veramente aria di “fate un po’ come cazzo vi pare che poi ci piazziamo i fantasmi qui e…qui” tanto che ne escono personaggi assurdi come Jillian Holtzmann (Kate McKinnon) che risulta fastidiosissima con tutta quella serie di moine inutili ed il segretario Kevin Beckman (Chris Hemsworth) che, è vero che strappa le uniche vere risate del film, ma stancante ed inverosimile anche per una commedia demenziale. Chi conosce Paul Feig sa benissimo che questo è il suo tipo di comicità, da anni si affida totalmente alle improvvisazioni di Melissa McCarthy ed al suo essere sempre sul sottile filo che separa commedia dal volgare…non che sia un difetto gravissimo questo ma la commedia si deve integrare con la storia che racconta e questa è stata la bravura di Ivan Reitman nel film originale. Reitman riuscì a creare un perfetta miscela di generi inserendo decine di battute anche all’interno di scene d’azione ma con un incastro perfetto mentre qui Feig se ne sbatte altamente di cercare questa fusione ed a ogni battuta, o ritenuta tale, dentro di te senti forte forte un “maccosa?!” perché risulta sempre fuori luogo. La differenza sta nel fatto che Reitman lavorava con una sceneggiatura di Dan Aykroyd  Harold Ramis che, dopo decine di revisioni, era una perfetta commedia scritta sulla carta con battute calibrate per ogni personaggio mentre Feig si tiene in equilibro su una sceneggiatura ed un villain debolissimi e va a tentoni sperando che Kristen Wiig e colleghe vadano dietro alla McCarthy…questa è la sensazione che si prova guardando.

Semplicemente insopportabile
Semplicemente insopportabile

Come sempre in questi casi si cerca di intortare i fans della vecchia guardia con i soliti cameo e riferimenti vari e per un Bill Murray totalmente fuori luogo in quello che non è cameo ma un ruolo vero e proprio abbiamo apprezzato di più le comparsate di AykroydAnnie PottsSigourney Weaver,Ernie Hudson ed il simpatico omaggio a Harold Ramis

Non è la schifezza immonda che molti si aspettavano ma semplicemente una delle tante commediole di Feig che possono o non possono piacere, un film slegato in una maniera importante che avrebbe potuto funzionare meglio con una sceneggiatura più solida e più rispettosa del nome che “sfrutta”. Niente shitstorm quindi ma senza dubbio tra 30 anni non troveremo nessuno in grado di citare una sola battuta di questo film…ma nemmeno la prossima settimana.

About maroschi

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.
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