Il 4 dicembre 2013 è finalmente uscito il dvd italiano di The Raid – Redenzione. Con un ritardo di appena due anni possiamo anche noi ammirare le botte da orbi in versione indonesiana. Dalla data di uscita, il film ha ottenuto importanti riconoscimenti e attestati di stima, anche dal mitico Sylvester Stallone, sono stati messi in cantiere sia un remake in salsa americana sia un sequel (Berandal) che uscirà tra circa tre mesi. Questo film rappresenta il regalo di Natale perfetto per ogni appassionato di cinema d’azione e, quindi, noi di Destroythismovie.com non abbiamo trovato modo migliore per augurarvi buone feste che recensire questo splendido tripudio di mazzate indonesiane.

Natale è alle porte, i bambini di tutto il mondo sono intenti a scrivere la loro letterina a Babbo Natale. Anche un giovane regista gallese, Gareth Evans, sperava in un regalo natalizio da trovare sotto l’albero: una mandria di persone in grado di fare a botte a poco prezzo. Evans si è comportato bene tutto l’anno e Babbo Natale ha deciso di esaudire i suoi desideri. Dato che non poteva mettere un mucchio di persone in un pacco regalo da recapitare in Galles, ha portato Gareth Evans in Indonesia. Qui il suo regalo di Natale ha assunto le sembianze di Iko Uwais e Yayan Ruhian (Mad Dog). Così nasce il primo film, Merantau, già cult del genere action.

Dopo questo piccolo cult, il buon Evans non getta tutto alle ortiche andando a girare qualche squallido action americano ma decide di rimanere in Indonesia e filmare il suo capolavoro: The Raid – Redenzione. Non c’è niente di più natalizio di osservare come, parallelamente a un acceso dibattito a livello globale riguardante le assicurazioni sanitarie, la sicurezza dei lavoratori e il welfare, ci siano ancora tante persone desiderose di prendere botte come se non ci fosse un domani. Guardando il film si ha proprio l’idea che le centinaia di poveri stuntman si siano svegliati la mattina consapevoli che, per quante protezioni il buon vecchio Evans avesse predisposto sul set, sarebbero tornati a casa in barella. I combattimenti sono un continuo trionfo del “si vive una volta sola”. Non c’è niente di meglio che vedere un regista in grado di realizzare tutte le sue fantasie. In ogni istante della pellicola ci si ritrova a pensare “e se adesso quello fosse ucciso così…” e puntualmente accade.

Se vi interessa la trama, vi anticipo che alla base del film c’è un piano assolutamente folle. Un manipolo di poliziotti dei corpi speciali indonesiani deve penetrare in incognito all’interno di un palazzo, abitato quasi interamente da spacciatori di droga, per eliminare il boss del traffico locale di stupefacenti. Il piano è naturalmente senza senso perché non è possibile arrivare senza essere notati all’ultimo piano di un palazzo che fa sembrare una delle vele di Scampia un ritrovo per bambini imbranati. Come nella migliore tradizione degli action, il piano non funziona e si scatena una rissa furibonda in tutti i piani del palazzo.

Il protagonista del film è uno dei poliziotti ed è interpretato dal giovane Iko Uwais. Sarebbe semplice fare un film di questo tipo con un eroe dalla faccia giusta à la Jason Statham. Prendi il primo attore con la faccia più simile a quella di un maniscalco/boscaiolo canadese part-time e lo metti a combattere per 90 minuti di film. Ma questo è The Raid, quindi Evans prende un attore con la faccia da bambino, su cui non scommetteresti due euro neanche se facesse una sfida a braccio di ferro con Mika, e lo rende il più credibile lottatore di arti marziali che si sia visto nell’ultimo periodo. Non solo elimina i nemici ma lo fa anche nei modi più assurdi e geniali che vi possano venire in mente.

 

Oltre a completare la missione, il giovane Iko vuole anche trovare il fratello, che nel frattempo è diventato un aiutante del gangster. I due fratelli, una volta riuniti, in ottemperanza allo spirito natalizio di cui sopra, combatteranno insieme per salvare la loro vita e farla pagare al boss. E poi servivano due super esperti di arti marziali per battere sua maestà MAD DOG.
Se ci fosse una classifica dei villain d’azione più badass della storia del cinema, Mad Dog prenderebbe a calci tutti gli altri classificati e si guadagnerebbe il primo posto a ritmo di calci rotanti e colpi sotto la cintura.

httpv://www.youtube.com/watch?v=kOJdARdPO2I

Alto un metro e un pugno, brutto come solo la fame e le centinaia di colpi in bocca possono rendere, è tutto quello che un villain dovrebbe essere: un uomo fatto di mazzate e carisma. Solo le scelte di sceneggiatura possono batterlo e portarlo alla prevedibile morte finale. Però, data la sua importanza, a quanto pare, resusciterà a ritmo di calci anche dagli inferi e tornerà nel sequel del film. Eroe.

In definitiva possiamo certificare che si tratta di un film che mantiene le sue attese. Dal minuto uno al minuto 101 potrete assistere alla gioiosa carneficina di incolpevoli stuntman. Niente momenti hollywoodiani da cinema di serie B, niente amori nati in mezzo alle botte, niente perdite di tempo o siparietti inutili. Solo tante ossa rotte e colpi proibiti.

Inspiegabilmente, visto il basso budget (budget? Quale budget?), la colonna sonora è stata composta da Mike Shinoda dei Linkin Park.

Cose da ricordare:

– Le morti più geniali mai apparse sul globo terracqueo;

– Il numero di stuntman non arrivati alla fine delle riprese;

– Il carisma di Mad Dog;

– I 101 minuti di carneficina.

httpv://youtu.be/6f6f_kfp1Z8

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