Siamo stati ospiti accreditati al Play a Bologna e vi raccontiamo le nostre impressioni. Se siete appassionati di giochi da tavolo, miniature, fumetti o giochi di ruolo, Play – Festival del Gioco di Bologna è l’evento che fa per voi. Una manifestazione che anno dopo anno cresce in dimensioni e offerta, capace di sorprendere anche i visitatori più esperti.

Gli spazi e l’organizzazione

La fiera si sviluppa su più padiglioni e due piani, con aree tematiche ben definite. Al piano superiore si trovano le zone dedicate alle demo di giochi, ai War Games, ai giochi da tavolo e alle miniature dipinte con cura e maestria, affiancate da accessori di pregio in vendita.

Nell’area di collegamento tra i due piani erano allestiti grandi tavoli dove i visitatori si sfidavano liberamente — una zona sempre animata e molto frequentata, anche se il caldo e la scarsa ventilazione la rendevano un po’ soffocante nelle ore di punta.

Un intero padiglione era dedicato ai giochi di carte collezionabili — Magic, Pokémon, Yu-Gi-Oh e molti altri. All’esterno, la classica food zone per ricaricare le energie.

Cosa si trova

L’offerta è ampia e variegata:

  • Giochi da tavolo tra novità, classici e produzioni indipendenti
  • Zone indie e autoproduzione, con autori presenti
  • Outlet delle principali marche, sempre affollatissimi
  • Fumetti, libri e giochi di ruolo, con disegnatori e case editrici
  • Modellismo, robot e costruzioni, inclusa un’area Lego
  • Stand di colori, pennelli e materiali per la pittura di miniature
  • Angoli a tema fantasy con creature fantastiche e vampiri
  • Scuole di spada storica con dimostrazioni dal vivo

I tavoli da gioco artigianali

Sempre più presenti gli artigiani di tavoli da gioco: pezzi unici con o senza schermo centrale, dotati di illuminazioni che permettono di giocare anche al buio. Oggetti funzionali e belli, pensati per i giocatori più esigenti.

La stampa 3D: ormai di casa

La stampa 3D è ormai una presenza consolidata alla fiera — non più una novità, ma uno standard. Stand ovunque producono e vendono elementi per dungeon, miniature e accessori personalizzati. Se da un lato questo arricchisce l’offerta, dall’altro si nota come il materiale originale venga progressivamente sostituito da produzioni stampate, con una conseguente perdita di unicità e artigianalità. Un’evoluzione da seguire con attenzione.

I costi: vale davvero la pena?

È doveroso essere onesti. Sommando autostrada (~8€ a/r), parcheggio (15€) e biglietto (24€ a persona), si superano facilmente i 47€ prima di acquistare qualsiasi cosa. Il parcheggio in particolare appare eccessivo.

Anche i prezzi alla fiera deludono in parte: solo alcuni stand offrono veri sconti, mentre molti prodotti sono allineati ai prezzi di mercato. Per alcuni acquisti, un negozio fisico o l’online potrebbero rivelarsi più convenienti. La fiera resta però un’esperienza unica, non solo uno shopping.

Una nota negativa: i falsi sordomuti

All’interno della fiera erano presenti alcune persone che insinuavano di essere sordomute, avvicinando i visitatori per far firmare fogli di dubbia natura — una tecnica di accattonaggio e truffa purtroppo nota. Sorprende che siano riuscite ad accedere all’evento, sollevando dubbi sull’efficacia dei controlli all’ingresso. Un aspetto su cui gli organizzatori dovrebbero intervenire nelle prossime edizioni.

Il verdetto finale

Play – Festival del Gioco 2026 è una fiera ricca, appassionante e capace di soddisfare ogni tipo di visitatore. L’offerta è vastissima e l’atmosfera coinvolgente. I punti critici restano il costo complessivo della visita, la scarsa ventilazione in alcune aree e qualche lacuna nei controlli. Ma per gli amanti del gioco in tutte le sue forme, rimane un appuntamento imperdibile.