Un parcheggio bello pieno è sempre il primo segnale che qualcosa di interessante sta succedendo, e il Ferrara Nerd 2026 lo ha confermato fin dal primo sguardo. Vedere le auto parcheggiate fuori dalla struttura ospitante nel primo pomeriggio di sabato 7 marzo è stato, a modo suo, già un buon auspicio: la manifestazione ha richiamo, e non è poca cosa per un evento che punta a diventare un appuntamento fisso nel calendario della cultura pop e nerd del territorio.
Nonostante l’afflusso consistente di pubblico, la disposizione degli stand si è rivelata una delle note più positive della giornata. Corridoi ampi e ben pensati hanno permesso al flusso di persone di muoversi senza ingorghi o situazioni di disagio, una scelta che fa capire come l’organizzazione abbia tenuto conto non solo della quantità di espositori ma anche del comfort dei visitatori.

L’offerta merceologica era più o meno la solita che si trova ad ogni fiera del genere: magliette, action figures, modellismo, boardgames, giocattoli vecchi e rari, fumetti, oggetti di importazione, e una presenza massiccia ,a mio parere fin troppo massicci, di banchetti dedicati alla stampa 3D, categoria che ormai si è ritagliata uno spazio  in ogni fiera del genere ma che qui sembrava davvero onnipresente. Immancabili anche i banchetti di carte da collezione, che continuano ad attirare un pubblico trasversale e appassionato, e addirittura studi di tatuaggi, ormai anch’essa presenza fissa in ogni tipo di manifestazione. Da segnalare con piacere la presenza di numerosi artisti e disegnatori, che occupavano un’intera metà di uno dei settori espositivi, portando un tocco di creatività artigianale e originalità all’interno della fiera.

Una delle scelte organizzative più azzeccate è stata quella di isolare alcune aree tematiche dal corpo principale della fiera. Zone dedicate, accessibili a chi vi entrava con uno scopo preciso, che di conseguenza risultavano meno congestionate e più vivibili. È il caso dell’area wrestling, animata come sempre con grande energia dai talentuosi intrattenitori della “Crossover Wrestling”, o dello spazio dedicato ai balli K-Pop, genere in fortissima ascesa che continua ad attrarre schiere di giovani appassionati.

Merita una menzione speciale l’area dedicata al retrogaming: da un lato la possibilità di giocare con le vecchie console, dall’altro, e qui si parla di vera Magia, la “sala giochi anni ’80-’90” portata dai mitici ragazzi di “Arcade Story” che ringrazio a nome di tutti i miei coetanei. I loro cabinati originali sono un portale verso il passato, capaci di scatenare nostalgia e sorrisi in chiunque li avvicini, giovani e meno giovani. Un’area che da sola vale parte del biglietto!

La fiera poteva contare su due palchi principali (Palco Main & Crossover Plaza) posizionati alle estremità opposte della struttura, scelta intelligente per evitare sovrapposizioni sonore tra i principali eventi. Oltre a questi, diversi mini-stage distribuiti nell’area centrale ospitavano lezioni con artisti, tavole rotonde sui fumetti con ospiti, e persino un piccolo ensemble musicale che allietava la giornata con musica dal vivo in una suggestiva area a tema “taverna pirata”, impreziosita da costumi di ottima qualità, più vicini alla rievocazione storica che al cosplay tradizionale, per intenderci, e davvero d’effetto.

Ed è proprio qui che arriviamo al vero tallone d’Achille della manifestazione: l’acustica. I mini-stage centrali si trovavano troppo vicini tra loro, e chi non era posizionato esattamente di fronte alle casse di uno stage si ritrovava inevitabilmente investito dall’audio di un altro, con effetti di collisione sonora davvero fastidiosi. Il gruppo musicale, che suonava anche piuttosto bene, avrebbe meritato una collocazione più ragionata per non entrare in conflitto con le attività degli stage adiacenti.
Il problema si è ripresentato in forma ancora più marcata al Main Stage, dove erano attesi ospiti di rilievo come i doppiatori italiani dei film di Harry Potter: Flavio Aquilone, Letizia Ciampa e Alessio Puccio, oltre al popolarissimo youtuber Yotobi. Il palco, collocato praticamente da solo in un settore della struttura, soffriva di un riverbero pesante: le potenti casse frontali generavano un’eco tale da rendere difficile seguire le parole degli ospiti sul palco, nonostante la grandissima affluenza di pubblico che quel tipo di panel aveva giustamente richiamato.

Per paradosso, il secondo palco principale la “Crossover Plaza” risultava molto più fruibile dal punto di vista acustico, complice probabilmente un impianto audio meno potente e uno spazio più contenuto. Peccato che ad un ceto momento il pubblico fosse quasi tutto dall’altra parte della fiera, per ascoltare e incontrare al meet&greet la mitica Cristina D’Avena. In questo contesto, proprio dalla parte opposta quindi, la bravissima violinista “Giuggi-Fantasy Resonance” si è esibita purtroppo davanti a una platea piuttosto ridotta, pur offrendo una performance di tutto rispetto e davvero degna di nota e che magari sarebbe potuta piacere a molti se il suo intervento fosse stato inserito più accuratamente nel programma.

Una nota personale, ma che riteniamo valga la pena condividere: i cosplayer erano davvero pochissimi. È un aspetto che, ammettiamolo, in una fiera di questo tipo fa la differenza, e non di poco. Vedere persone in costume che si muovono tra gli stand, che si fermano per una foto, che portano i propri personaggi preferiti a passeggiare tra il pubblico è qualcosa che trasforma un evento commerciale in qualcosa di vivo, colorato, quasi teatrale. I cosplayer, che dir si voglia, sono l’anima visiva di queste manifestazioni: danno colore, atmosfera, e quel senso di appartenenza a un mondo condiviso che è poi il vero motore della cultura nerd odierna.

Qualche presenza c’era, i già citati personaggi in costume nell’area pirata erano di ottima fattura, ma si trattava di presenze legate a contesti specifici, non di quella spontaneità diffusa che ti sorprende ad ogni angolo. Da segnalare con grande piacere, però, la presenza di alcuni gruppi di fan organizzati che hanno saputo portare entusiasmo e qualità. Su tutti i Ghostbusters Italia APS, che hanno intrattenuto grandi e piccini con le loro prop a tema di livello eccezionale e costumi curatissimi nei minimi dettagli: una di quelle presenze che ti fanno fermare, sorridere e tirare fuori il telefono per una foto. Presenti anche il Doctor Who Italian Club e lo STIC-AL (Star Trek Italian Club), due realtà che portano sempre con sé passione autentica e grande attenzione alla ricostruzione. Peccato che i tre gruppi fossero dislocati in zone diverse della fiera: averli vicini, magari in un’area fan-club dedicata, avrebbe creato un polo di attrazione formidabile e avrebbe reso ancora più evidente la qualità collettiva di queste presenze.

E a proposito di spazi dedicati: guardando la struttura della fiera, un’opportunità sembra essere già lì, pronta da cogliere. La Crossover Plaza, l’area del secondo palco principale, nei momenti in cui non ospitava gli show di wrestling si presentava come uno spazio ampio e sostanzialmente sottoutilizzato. Un’area del genere, già separata dal resto della fiera e con una sua identità, sarebbe la cornice ideale per trasformarsi in un cosplay corner permanente: scenografie per le foto, un palco a disposizione per le sfilate o i contest in costume, magari persino un angolo giuria per premiare i lavori più creativi. Uno spazio che vive durante tutta la giornata, non solo quando arriva il wrestling o il momento karaoke. Sarebbe un valore aggiunto enorme, sia per i cosplayer che per i visitatori (chi ha figli sa bene quanto i bimbi siano contenti di farsi fotografare con i loro idoli in carne e ossa), e darebbe a quell’area una funzione continua invece di lasciarla in attesa del suo momento.

Conclusioni: Il Ferrara Nerd 2026 lascia un’impressione complessivamente positiva. L’organizzazione degli spazi è solida, la varietà dell’offerta è buona, e la scelta di proporre aree tematiche separate si è rivelata vincente. Il vero lavoro da fare è sulla gestione dell’audio: un problema risolvibile con una pianificazione più attenta dei posizionamenti dei mini-stage e con una valutazione acustica della struttura in fase di allestimento del Main Stage.

Con gli aggiustamenti giusti, questa manifestazione ha tutti gli ingredienti per diventare un appuntamento imperdibile nel panorama delle fiere nerd italiane.

Se siete appassionati di cultura nerd, pop, retrogaming, o semplicemente curiosi di un mondo che cresce e si reinventa, segnate Ferrara Nerd sul calendario: potrebbe essere la prossima fiera di cui vi innamorerete.