Eccoci pronti per chiudere la “favolosa” decina dei peggiori remake, sequel, reboot dei film anni 70 e 80…buona lettura..qui trovate la prima parte della classifica..

5) Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008)

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I predatori dell’arca perduta (1981) è uno di quei film che cambiano per sempre la storia del cinema. L’opera di Steven Spielberg ha riscritto i canoni del cinema d’azione e ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo, regalando anche due sequel di alto livello. Naturalmente anche la memoria di questa pellicola ha subito il massimo affronto: un sequel a distanza di vent’anni.
La recensione più veloce del film potrebbe essere questa, fornita dai geniali autori di South Park. Lo stupro compiuto ai danni del povero Indiana Jones non può essere compreso in modo esaustivo senza analizzare la più famosa scena del film, un indizio: riguarda esplosioni atomiche e un frigorifero. La sospensione di incredulità è l’essenza del cinema d’azione ma questo è troppo anche per i B-movie più estremi.
Al di là di questa trovata, che sta alla saga di Indiana Jones come un romanzo di Moccia sta alla letteratura, il film in sé è anche abbastanza piacevole. Si tratta di un prodotto di intrattenimento senza pretese. Però, visto che non si chiama “Un archeologo sulla sessantina e il regno del teschio di cristallo” ma “Indiana Jones e…”, è normale fare paragoni con gli episodi precedenti. Come spesso accade ai remake, non si può che constatare come la pellicola contenga solo una parvenza esteriore dei film degli anni ’80. Una riproposizione di immagini e dinamiche che risultano una versione parodistica di quelle già viste vent’anni prima.

In più a rovinare il prodotto finale ci pensa il solito Shia LaBeouf, il golden boy di Hollywood dalle smorfie più fastidiose di sempre. Ricordiamo che l’attore è riuscito anche a rovinare in parte il sequel di Wall Street, che non rientra nella nostra classifica solo per il grande carisma sfoderato da Michael Douglas. Infatti, il “per forza simpatico” Shia, che ha perennemente l’espressione da bravo ragazzo che non fa male a nessuno e per questo trova l’amore, anche se è uno sfigato cronico, ha trovato una nuova linfa nel recitare nei sequel/remake dei film anni ’80 nella parte del parente/allievo del protagonista in modo da rendere moderna e appetibile la trama anche ai più giovani. Non gli è mai riuscito. Oltretutto in questo film dovrebbe interpretare una sorta di James Dean, ma finisce per sembrare la parodia sconsiderata dello stereotipo del giovane ribelle anni ’60.

Stupro.

4) Conan the Barbarian (2011)

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Il regista Marcus Nispel è il vero protagonista di questa classifica. Il regista tedesco vanta un ruolo da non protagonista nei film che occupano la posizione numero 7 (Massa informe di sequel/remake di film horror) dato che ha diretto uno dei remake di Venerdì 13, ma occupa anche la posizione numero 4 per aver diretto Conan the Barbarian.
Si tratta, ovviamente, del remake del grande classico Conan il Barbaro che ha lanciato la carriera del Governor, sua muscolosità Arnold Schwarzenegger. Il film originale (1982), basato su un fumetto americano degli anni ’30, ha gettato le basi per i film epic-fantasy successivi. La pellicola ha visto la luce sotto la guida di John Milius, uno dei protagonisti della New Hollywood anni ’70. Il film era impregnato del misticismo e della mitologia cara al regista americano che ne decretò il successo. Nel remake, naturalmente, non ritroviamo nessun elemento del fascino originario. Il buon Nispel ha avuto la brillante idea di girare un film d’azione in cui non si ha la minima possibilità di capire chi colpisce chi, inquadra le scene d’azione da angoli sbagliati e con movimenti di camera totalmente arbitrari.
Un’altra trovata, che dovrebbe rendere il prodotto estremamente cool, è il sangue. In sede di montaggio probabilmente hanno costatato la pochezza delle inquadrature e delle scene di combattimento (oltretutto sono anche poche in relazione alla durata e al genere). Hanno deciso di risolvere il problema aggiungendo tonnellate di sangue per rendere più visivamente appetibile ogni scena. Il risultato è che per ogni naso rotto o graffio sul gomito fuoriescono dal corpo minimo due litri di sangue che inzuppano vestiti e terreno.
Capitolo sceneggiatura. Nessuno si aspetta di osservare l’intreccio di Chinatown prima di guardare un film intitolato Conan the Barbarian, ma quantomeno si potrebbe rispettare uno schema classico. I personaggi hanno una caratterizzazione basica, il cattivo è il più cattivo di tutti, la bella è la più bella, ecc… Ma ciò che rende la visione del film realmente macchinosa è l’impressione che lo sceneggiatore sia seduto vicino allo spettatore e ogni tanto dica che i personaggi devono compiere queste azioni altrimenti non si arriva al punto necessario per concludere la storia. Il protagonista deve amare la giovane sacerdotessa, altrimenti dopo come fa a salvarla? Logico.

Il vero punto focale di questi film è come ovvio il protagonista. Il personaggio principale di un film d’azione non è solo il protagonista di un film. L’attore ha su di sé l’intera impalcatura del film. Non si contano i divi che hanno retto con la loro fisicità e il loro carisma pellicole decisamente mediocri, riuscendo a salvare non solo il mondo all’interno della trama, ma il film stesso anche al di fuori dello schermo. Per vestire i (pochi) panni del barbaro più famoso del cinema è stato scelto Jason Momoa. La scelta è perfetta: giovane attore in rampa di lancio grazie alla partecipazione alla serie Game of Thrones e fisicità imponente. Purtroppo l’attore ha lasciato il carisma sul set della serie tv e, in esclusiva per questo film, ha riscoperto il fattore Raz Degan che è sepolto nei geni di ogni attore del mondo. Se avessero attaccato delle sopracciglia finte ad un quarto di bue, avrebbero ottenuto più o meno lo stesso effetto. Muscoli ben oliati e faccia arrabbiata non bastano per creare icone cult.

Il film è così piaciuto alla produzione che hanno deciso di creare un sequel, non di questa pellicola ma del Conan del 1982.

Evitabile.

3) The Karate Kid – La leggenda continua (2010)

Karate-Kid-Jackie-Chan-Jaden-Smith

Il film che occupa il terzo gradino del podio potrebbe essere piaciuto a qualcuno. Gli incassi non sono stati deludenti e anche diversi critici lo hanno apprezzato. Però stiamo pur sempre parlando di un film in cui Jaden Smith, il figlio di Will Smith, diventa un eroe d’azione a 12 anni. Andiamo con ordine.
The Karate Kid – La leggenda continua (2010) è il reboot/remake della saga iniziata con The Karate Kid – Per vincere domani (1984). Il film originale ha avuto il merito di sdoganare le arti marziali anche tra i ragazzi, generando numerosi rifacimenti e diversi sequel che, a dire il vero, sono anche più scadenti del film del 2010.
In ogni caso, papà Will Smith decide che non c’è niente di meglio di un remake di Karate Kid per lanciare la carriera del figlioletto dodicenne. Il maestro Miyagi diventa Mr. Han e il ruolo è affidato a Jackie Chan. L’attore di Hong Kong fa quello che il suo ruolo richiede e non rientra nelle problematiche del film.
La trama è sostanzialmente la stessa del film originale, dall’umiliazione subita alla vendetta: all’inizio del film il protagonista si trasferisce insieme alla madre in una nuova città, subisce le angherie di un gruppo di bulli ma riesce ad ottenere una rivincita in un torneo di arti marziali grazie alle lezioni atipiche di un bizzarro maestro. Al contrario degli altri film della saga, però, questo è ambientato in Cina e non negli USA.
La vera differenza rispetto alla pellicola originale è che i protagonisti non sono adolescenti (16-17 anni) ma bambini di 12 anni. Dopo questa notazione, l’appeal del prodotto non può che diminuire. Non trovo molti motivi per vedere bambini che si picchiano l’un l’altro. Oltretutto Jackie Chan, per difendere il protagonista, deve anche iniziare un combattimento contro un pugno di bambini. Roba da intervento immediato delle forze dell’ordine. Forse in Cina è normale, chissà.
La pellicola è confezionata per piacere ad un pubblico molto giovane, infatti, il film è pieno di bambini prodigio e “canzoni” di Justin Bieber. Il realismo è abbondantemente distrutto da una serie di allenamenti grazie ai quali il protagonista passa da incapace a novello Bruce Lee in pochi giorni (rispetto ai mesi dell’originale).  La memoria della mitica frase “metti la cera, togli la cera”, è oltraggiata diventando inspiegabilmente “metti la giacca, togli la giacca”.
Quello che lascia veramente interdetti, però, è che in un film intitolato The Karate Kid si pratichi il kung fu. Infatti, il film in Cina è uscito con il nome The Kung Fu Kid. Geniali.

Jaden Smith, che per questo film ha rispolverato una pettinatura alla Taribo West, ha la classica sicurezza che solo un ragazzo che recita nel film prodotto da suo padre può avere. Da quando ho visto Will Smith lanciare in modo così invasivo la carriera del figlio, mi sono chiesto quanto tempo dovesse passare prima che il giovane Jaden riuscisse a rovinare entrambe le carriere. Per fortuna non ci hanno messo molto: After Earth è uscito quest’anno ed ha fatto il suo dovere di mega flop annunciato.

Raccomandato.

2) Il Prescelto (2006)

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Ero indeciso se inserire questo film nella classifica. Ritengo che Il Prescelto con Nicolas Cage sia uno dei migliori film comici degli ultimi anni. Il problema è che il film, a detta degli autori, è un horror. Il Prescelto è il peggior film horror mai realizzato e allo stesso tempo il miglior film comico girato da Nicolas Cage.
Si tratta del remake del film cult The Wicker Man (1973), uscito in Italia dopo molti anni a causa della censura. La pellicola, infatti, è caratterizzata da contenuti considerati all’epoca non politicamente corretti. Il tema centrale è, infatti, la religiosità e la spiritualità. Un poliziotto, profondamente credente, si scontra con i riti pagani, ricchi di sacrifici e atti sessuali, di una piccola comunità in una sperduta isola scozzese.
Il remake del 2006 perde molti contenuti delicati e ammorbidisce fortemente gli aspetti spigolosi, la comunità pagana diventa una sorta di congregazione di femen new-age. Inoltre l’attenzione del film originale era focalizzata sulle credenze degli abitanti dell’isola, mentre il remake si concentra maggiormente sull’attività di investigazione del poliziotto interpretato da Nicolas Cage.
Il film ha difetti stratosferici, potrebbe diventare il manuale su come NON girare un film horror, ma ha il merito di mostrare Nicolas Cage al suo meglio. Non c’è nessun film in cui siano presenti tante scene cult interpretate dall’attore dalle mille capigliature e dalle due espressioni facciali (una arrabbiata e una meno arrabbiata). Cage molto spesso interpreta il ruolo di un uomo che deve prevenire una catastrofe, stavolta è il film stesso ad essere catastrofico grazie alla sua “recitazione”. Vi sconsiglio di guardare il film se siete in cerca di un horror, ma se riuscite a guardare la pellicola in lingua originale potrete assistere alle più indicibili torture a cui il mitico Nicolas è stato sottoposto, potrete vedere Nicolas Cage picchiare decine di donne, riesce anche a sferrare un pugno ad una ragazza mentre è vestito da orso, e cercare di capire come mai una bambola è stata bruciata (la mia preferita).  Il film è un compendio delle mirabili prodezze tricologiche (le pettinature sfoggiate in ogni scena meriterebbero un articolo a parte) e recitative del nostro idolo. Non riesco a credere che alcune scene siano state girate in questo modo senza l’intenzione di far ridere. Il prescelto è l’unico film di questa classifica che vi prego di guardare.

Comico.

1) Batman & Robin (1997)

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Non è possibile compilare una classifica dei peggiori sequel senza citare Batman & Robin (1997). Il film di Joel Schumacher è considerato uno dei film più brutti di tutti i tempi. Le disastrose critiche suscitate dal film hanno avuto l’effetto di affossare il franchise dell’uomo pipistrello per quasi dieci anni, fino a quando la Warner Bros ha incaricato Christopher Nolan di riavviare la saga. In più ha ucciso sul nascere il progetto di girare un film di Superman con Nicolas Cage protagonista. Questo secondo effetto forse non è stato così tragico se avete letto chi occupa il secondo posto di questa classifica.
Il film è un’accozzaglia di elementi inseriti a casaccio, alcuni dei quali chiaramente gay-friendly: il costume di Batman che mostra i capezzoli (sic) di George Clooney e mette in mostra le sue natiche grida ancora vendetta.
La caratteristica più stravagante è senza dubbio il numero di gadget osceni presenti nel film. Se i gadget utilizzati dal Batman interpretato da Adam West, nella famosa serie tv, erano in qualche modo ironici, quelli del film del 1997 sono totalmente privi di senso. Ai fan che hanno avuto la fortuna di rimuovere dalla loro memoria alcune scene ricordiamo che nel film sono presenti le bat-carte di credito. In più, a causa del villain più ridicolo di tutti i tempi, il Mr Freeze interpretato dall’incolpevole Arnold Schwarzenegger, non si contano i combattimenti sul ghiaccio in cui Batman e Robin sfoggiano i loro bat-pattini e si muovono con movenze degne di uno spettacolo di Holiday on Ice. Il povero Arnold mostra espressioni più glaciali del solito e la caratterizzazione del suo personaggio, che incute lo stesso timore di un ghiacciolo, è più piatta di una lastra di ghiaccio.
George Clooney recita a stento in un costume che si preoccupa solo di evidenziare le sue doti fisiche. Anche quando sveste i panni di Batman e da vita a Bruce Wayne riesce a gigioneggiare in ogni scena e fare le smorfie da piacione che hanno fatto dubitare delle sue capacità recitative per anni.
Le parti assolutamente senza senso sovrastano di gran lunga quelle necessarie al proseguimento della trama. Fra un coro canoro di criminali diretto da Mr Freeze e Batman che fa surf nell’aria accompagnato da Robin, il regista monta diverse scene in cui è difficile raccapezzarsi.
Sorvolo per pietà sulla storyline di Robin (Chris O’Donnell) che si innamora di Batgirl (Alicia Silverstone).
L’unica notazione positiva è costituita da Uma Thurman che interpreta Poison Ivy. Evidentemente gli sceneggiatori hanno scritto il suo personaggio prima di dedicarsi alla distruzione del mito di Batman. Il tutto accade in set assolutamente camp con un numero inverosimile di led, raggi X e oggetti che esplodono in modo casuale.

Disastroso.

 

 

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