Guardate bene la locandina, bello l’uomo serpente vero? Ecco..non c’entra un cazzo con questo film. Il flop nel mercato americano ha spinto i produttori a fare qualche ritocchino per il mercato europeo. Il titolo cambia da “The Snake King” al più figo “Snakeman” ma soprattutto la locandina passa da un classico serpente gigante a tutta pagina ad un più accattivante uomo- serpente incazzato.

Ci troviamo quindi a parlare di un classico clone di “Anaconda” con i protagonisti inseguiti da un qualche tipo di serpente gigante nella fitta foresta dell’amazzonia. Il film inizia con un breve incipit che mostra due idioti scontrarsi con uno strano totem e tanto per mettere subito in chiaro le cose ci viene subito mostrato il serpente gigante che si pappa i due malcapitati in un delirio di zoomate anni ’70 e movimenti di camera esagerati che, complice la fitta vegetazione, sono al limite del sopportabile. Mettiamo subito in chiaro una cosa, il serpente creato in CGI è qualcosa di vergognoso, incollato alla pellicola con un paio di click non interagisce mai con l’ambiente circonstante e la testa è copiata pari pari da “Dragonheart“. La scusa per mandare il solito gruppo di malcapitati alla mattanza è come sempre ridicola, dovranno cercare un’antica tribù che possiede il dono dell’eterna giovinezza e indovina un pò cosa pregano come dio questi indigeni…il serpente!

Come sempre in questi casi la squadra di ricerche è formata dal capo gruppo stronzo ed egoista, dalla bionda sexy (qui in realtà un cesso), il fustacchione coraggioso e altruista e altri piccoli personaggi di contorno di etnia mista per accontentare un pò tutti che moriranno senza tante attese. Il cast è formato da tutti attori, fortunatamente, sconosciuti tranne un..Stephen Baldwin, uno dei mille fratelli inutili di Alec Baldwin. Il buon Stephen interpreta il fustacchione pilota dell’elicottero, peccato per lui che stia per tutto il film impettito e con gli occhi semichiusi come se fissasse di continuo il sole. La noia la fa da padrona perchè la maggior parte del tempo è dedicata a vedere il gruppo che cammina alternato a riprese aeree di repertorio per dare l’illusione dell’amazzonia e anche quando il Re Serpente uccide uno ad uno i membri della squadra non si può fare a meno di non notare il lavoro penoso dei “maghi” degli effetti speciali. Quando il gruppo poi viene catturato dalla tribù del serpente inizia la fiera del non-sense, un capo tribù mai entrato in contatto con il mondo esterno che parla perfettamente inglese, un sopravvissuto alla precedente spedizione di ricerca che si comporta in modo ridicolo ed inutile ma soprattutto il rapporto che si crea tra la bionda e il capo tribù che prima tenta di ucciderla poi un minuto dopo le svela il segreto della vita eterna con un dialogo da vecchie comari dalla parrucchiera.

Nel finale poi si degenera con morti ovunque e con la comparsata del Re Serpente che si diverte a spezzettare il cattivone di turno in una scena degna di un film Troma. Manca ancora una cosa per completare il manuale del perfetto B-movie…la slinguazzata tra Baldwin e la bionda che arriva appena prima dei titoli di coda.

 

Scena da ricordare: l’atterraggio di fortuna con l’elicottero..visivamente squallido e espressività degli attori vicina allo zero assoluto.

Consigliato a: chi soffre di insonnia

Supporto visionato: DVD PAL Mondo Home Entertainment

 

 

Fabrizio Dell'Amore

Classe 1980. Grazie ad un padre nerd si ritrova subito tra le mani decine di videogiochi e migliaia di film in Super 8 e VHS che faranno entrare di prepotenza nel suo DNA queste due passioni. Malato di retrogaming colleziona tutte le console prodotte sul pianeta che tratta come figli e che lo porteranno ad un inevitabile divorzio. Divoratore di qualsiasi genere cinematografico predilige i B-movies e le produzioni TROMA. Crede in un solo Dio chiamato da noi comuni mortali Sylvester Stallone. Nella vita precedente era un giapponese.

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